PEC sotto client di posta: cosa cambia?

Novità in arrivo per chi utilizza un client di posta elettronica per gestire la propria PEC. L’adozione del nuovo protocollo di sicurezza TLS 1.2 previsto per queste particolari caselle, richiede infatti che il pc che ospita il client soddisfi particolari requisiti di aggiornamento: diversamente si riceve un messaggio di errore che impedisce di aprire il programma e accedere alla posta.

Vi spieghiamo nel dettaglio quali sono le novità richieste, partendo proprio dalla PEC. La PEC (acronimo di Posta Elettronica Certificata) è un particolare tipo di e-mail che ha lo stesso valore legale di una raccomandata postale: ogni volta che viene inviato un messaggio di posta elettronica tramite PEC, si genera una ricevuta di consegna esattamente equivalente alla ricevuta di ritorno della raccomandata cartacea. Non sono solo le aziende e la Pubblica Amministrazione a doversi dotare di una casella PEC: poichè il valore legale dello scambio è garantito solo se avviene tra due PEC, sempre più privati stanno usufruendo delle offerte dei vari servizi di hosting per avere una propria casella certificata e affrancarsi finalmente dall’obbligo di correre in posta ogni volta che c’è la necessità di inviare delle comunicazioni ufficiali. Da qualche tempo, infatti, la legge prevede la possibilità che il cittadino usi la PEC anche per inviare disdetta di contratti di telefonia o pay tv e ha obbligato i vari gestori di tali servizi a considerare la posta certificata un mezzo valido per raccogliere la volontà del cliente.

Lato utente, molto spesso la PEC viene trattata al pari di una normale casella di posta elettronica e viene quindi fruita attraverso un programma (chiamato client) che tra le altre cose permette, una volta settato con i parametri forniti dal gestore del servizio, di leggere e inviare la posta senza avere la necessità di collegarsi e loggarsi al sito del gestore e di ricevere una notifica in tempo reale sul desktop all’arrivo di nuovi messaggi. I client di posta sono tantissimi e in maggioranza gratuiti (i più diffusi hanno anche la corrispondente app per l’uso in mobilità su cellulari e tablet): ad esempio, sui Mac è preinstallato Mail, sulle macchine Linux invece Kontact, chi usa il browser Mozilla di Firefox può avere familiarità con Thunderbird, ma la maggioranza dei pc aziendali sotto sistema operativo Windows ha in dotazione Outlook (un programma parte della suite Office di Microsoft).

Per poter garantire un alto livello di sicurezza delle trasmissioni di questo tipo di posta, l’AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) ha imposto un nuovo protocollo denominato TLS 1.2: per l’utente non cambia nulla, se non la consapevolezza che le proprie PEC saranno ancora più sicure. Se però per gestire queste caselle si utilizzano un client e un pc non aggiornati, si potrebbero iniziare a visualizzare dei popup di errore che potrebbero impedire l’utilizzo del programma: perchè? È presto detto: il protocollo TLS 1.2 è incompatibile con i sistemi operativi più datati. È necessario quindi adeguarsi, eseguendo l’upgrade del sistema operativo a Windows 10 e dotarsi di una versione di Microsoft Office recente, preferibilmente Office 2019 o Office 365.

Il periodo di “transizione” fissato dall’AGID per adeguarsi scade il 21 ottobre 2019: entro questa data, anche i vecchi protocolli che per ora stanno ancora permettendo l’accesso ai client smetteranno di funzionare e anche chi per ora non sta avendo problemi di accesso verrà bloccato. Il consiglio quindi è quello di provvedere per tempo, per non rischiare rallentamenti nella propria attività: aggiornare è semplice, veloce e soprattutto incrementa il livello di sicurezza. A questo link, Aruba (uno dei maggiori provider di PEC) pubblica la lista dettagliata dei sistemi operativi e dei client che avranno necessità di essere aggiornati. Se scoprite di essere in questo elenco, nessun problema. Contattateci e Uniontel vi aiuterà a superare questo scoglio, per traghettarvi in lidi più sereni e sicuri.

credits immagine: ictpower.it

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