Windows 7 va in pensione, cosa cambia

Usate ancora Windows 7 come sistema operativo per le vostre macchine aziendali? Allora segnatevi questa data in calendario: 14 gennaio 2020. Da quel momento in poi, Microsoft cesserà il supporto ufficiale per questo prodotto, che diventerà quindi ufficialmente obsoleto.

Cosa cambia? A livello di utilizzo, poco. I pc continueranno comunque a funzionare, ma il sistema operativo non riceverà più aggiornamenti di sicurezza. Questo significa che le macchine saranno esposte ad eventuali attacchi dall’esterno e alcuni programmi o applicativi in uso potrebbero smettere improvvisamente di funzionare per sopraggiunta incompatibilità. Un esempio di questo tipo di problema è stato affrontato in questo articolo, quando abbiamo esposto le novità in merito all’uso della PEC sotto client di posta che da ottobre 2019 è diventato possibile solo con il sistema operativo Windows 10. Qui siamo di fronte a un caso analogo: Windows 7, lanciato nel 2009, è arrivato ormai al fine vita: troppo datato ormai per poter essere al passo con gli ultimi requisiti di sicurezza.

Il grande successo di cui ha goduto ne ha fatto uno dei prodotti di punta della casa di Redmond, reduce ai tempi da un flop piuttosto consistente. Windows 7, infatti, andava a sostituire lo sfortunato Windows Vista (considerato uno dei peggiori sistemi operativi insieme a Windows ME presentato nel 2000) ponendosi di fatto come il vero e proprio successore del più grande successo Microsoft, ovvero l’indimenticato Windows XP. La sua flessibilità lo ha reso il compagno ideale anche per molti notebook di fascia medio bassa, che potevano farlo girare anche in assenza di un supporto hardware impegnativo grazie anche alla molteplicità di versioni rilasciate. Per questo motivo, si stima che le macchine che ancora montano Windows 7 siano circa il 37% del totale mondiale (fonte: Wired, gennaio 2019), vale a dire un bacino di utenza immenso per i potenziali criminali informatici.

Un sistema operativo non aggiornato (nonostante venga affiancato da un buon antivirus), è un sistema operativo non sicuro. Il che vuol dire che il computer può, nella migliore delle ipotesi, essere usato come nodo di smistamento per phishing o spam (ne abbiamo parlato qui), oppure può rimanere vittima di virus o cryptolocker o essere usato per minare bitcoin senza che l’utente se ne accorga.

Cosa fare? È presto detto: bisogna aggiornarsi passando a Windows 10. Già la stessa Microsoft aveva offerto la possibilità di effettuare un upgrade gratuito scaricando Windows 10 dai propri canali ufficiali: non tutte le macchine erano però in grado di farlo, dal momento che i pc più datati o più “semplici” non possedevano i requisiti di sistema necessari per effettuare il passaggio. Ora la possibilità di aggiornare senza costi è terminata e non si può più rimandare, se il pc non è in grado di sostenere il nuovo sistema operativo andrà cambiato.

È vero, può sembrare un aggravio di costi “inutili” a carico dell’imprenditore, ma se pensiamo a quanto i computer siano diventati essenziali nel lavoro, non possiamo non comprendere l’importanza di utilizzare macchine che siano sempre mantenute in efficienza e aggiornate, per proteggere i nostri dati e quelli dei clienti e per non incappare in fermi macchina che possono bloccare la produttività. Se utilizzate ancora Windows 7 sui vostri pc aziendali contattateci per un preventivo personalizzato per aggiornamento o sostituzione.

Windows 7 non sarà l’unico prodotto Microsoft a vedere la pensione nel 2020: il discorso fin qui fatto varrà anche per Windows Server 2008 e 2008 R2 e per Exchange Server che cesseranno anch’essi il supporto il 14 gennaio, mentre il 13 ottobre 2020 toccherà a Office 2010, SharePoint Server 2010 e Project Server 2010. Se utilizzate questi prodotti, quindi, attenzione.

immagine: danea.it