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Rimodulazioni unilaterali: cosa sono e come difendersi

Le spese per telefonia e internet sono ormai diventate una voce di business piuttosto rilevante per le aziende, in quanto nessuna attività può più prescindere da tali servizi per la sua stessa esistenza. Che si tratti di fisso, mobile o di una combinazione di entrambi, tutti gli imprenditori hanno ormai a che fare con gli operatori di telefonia e le loro offerte. Quante volte però vi è capitato di ritrovarvi una fattura improvvisamente aumentata rispetto al solito, a fronte di abitudini di utilizzo del servizio sostanzialmente immutate? Ultimamente, presumiamo, sempre più spesso. Vediamo insieme come difendersi da queste brutte sorprese.

Quando la fattura aumenta le motivazioni possono essere svariate: qualche telefonata in più a numeri a tariffazione speciale (1xx, 8xx, eccetera), un viaggio all’estero che ha causato roaming voce o dati, l’aggiunta di qualche prodotto o servizio (segreterie telefoniche, identificazione di numero chiamante e simili). In questi casi, basta controllare il dettaglio traffico disponibile in cartaceo o sul sito del gestore per togliersi tutti i dubbi. Ma quando ad aumentare sono proprio i canoni? In questo caso potreste essere di fronte a una rimodulazione unilaterale. Questo parolone nasconde una verità molto semplice: il gestore telefonico ha facoltà di cambiare in qualsiasi momento le condizioni contrattuali in essere con il cliente (importo mensile, periodicità della fatturazione, tipologia di servizi offerti), purché ne dia adeguata e trasparente comunicazione al cliente, tutelandolo nei suoi diritti di consumatore. La prima domanda che solitamente ci facciamo di fronte a questi episodi è ‘ma è legale?’ La risposta è si, ma con alcuni distinguo, vediamo quali.

Quando si firma un contratto di telefonia, si intendono accettate in toto le condizioni generali di contratto, ovvero quel plico di fogli fitto di scritte minuscole che il preposto alla stipula deve obbligatoriamente consegnare al cliente. Le CGC non sono altro che una serie di articoli con i quali il gestore si tutela nei confronti del cliente per tutta una serie di eventi: guasti tecnici, inadempienze di pagamento, danni alla rete, disdette, eccetera. Oltre a questo, nelle CGC è spesso presente una clausola che indica che il gestore può unilateralmente cambiare le condizioni in essere in quanto proprietario della rete di accesso (e anche del numero di telefono del cliente), se le condizioni di fornitura del servizio dovessero mutare. Quando firmate, quindi, accettate anche questa eventualità. In caso decidesse di avvalersi di questa clausola, il gestore ha un obbligo ben preciso: deve dare comunicazione della variazione al cliente per iscritto, almeno 60 giorni prima di applicare la rimodulazione e deve dare facoltà al cliente di rescindere il contratto gratuitamente e senza penali dando comunicazione anche delle modalità. Qualsiasi altra modalità di ritocco del prezzo è illegittima e il cliente può rifiutarsi di accettarla anche solo dandone comunicazione al servizio clienti. Il problema dunque dove risiede? Potrebbe darsi che non vi siate accorti della comunicazione.

Il mezzo più comune con cui i gestori scelgono di riportare questo tipo di avvisi è la fattura, solitamente in un box dedicato in prima o ultima pagina. Se non avete ricevuto la fattura o l’avete ricevuta e non l’avete letta con attenzione, accorgervi dell’aumento a modifica già effettuata implica che siano già trascorsi i giorni durante i quali avevate facoltà di rescindere il contratto senza costi. Potete sicuramente cambiare gestore lo stesso, ma potrebbe rivelarsi tutt’altro che indolore. Il primo consiglio che vi diamo, e forse il più importante, è leggere sempre attentamente la fattura. Se la ricevete elettronica, controllate che vi giunga correttamente e comunicate tempestivamente al gestore ogni cambio di mail o di riferimento/contatto.

Un’altra domanda che ci poniamo spesso è ‘ma l’offerta sottoscritta non era “per sempre”?’ Beh, poche cose nella vita sono “per sempre” e tra queste non è certo che sia compresa l’offerta telefonica. Il “per sempre” era una trovata pubblicitaria che ha avuto un discreto successo negli anni passati, ma ora questa dicitura sta sparendo dal momento che le principali compagnie sono state più volte multate a causa della scarsa trasparenza delle proprie campagne. È evidente che una cosa “per sempre” non può mutare dopo qualche anno (o peggio, qualche mese)! L’offerta è valevole fin quando lo decide l’operatore quindi, secondo consiglio, conservate sempre una copia delle CGC e leggetela attentamente prima di firmare (e anche dopo). Se non vi viene consegnata da chi vi propone il contratto, pretendetela, possederla è un vostro diritto. Qualsiasi cosa accada al di fuori da quello che è scritto in quel documento può essere impugnata in sede giudiziaria. Terzo e ultimo consiglio, diffidate dalle offerte a prezzo troppo stracciato: se sono troppo belle per essere vere è perché non lo sono o lo saranno per un tempo limitato.

A proposito, lo sapevate che esistono dei gestori che non applicano rimodulazioni unilaterali? Un esempio virtuoso in questo senso è Welcome Italia, che non ha mai aumentato i prezzi della propria offerta Vianova ma anzi, li ha diminuiti senza mai far venire meno le migliori soluzioni per telefono e internet per le aziende. Se avete ricevuto la comunicazione di un prossimo aumento in fattura o avete il dubbio di essere “vittime” di un comportamento poco trasparente da parte del vostro gestore contattateci. Una consulenza gratuita vi aprirà le porte del mondo Welcome!