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La lentezza che (non) ci piace

lentezza

Lentezza, i pro e i contro

Lo scorso 4 maggio è stata una data importantissima per l’Italia. La fine del grande lockdown sanitario (un evento senza precedenti nella Storia recente) ha sancito l’avvio di quella che il Governo ha definito “fase 2”, ovvero una riapertura graduale di alcuni servizi e piccole possibilità di riprendere la vita sociale bruscamente interrotta il 9 marzo. Certo, le restrizioni più significative rimangono, ma qualcosa inizia a sbloccarsi e la vita sta piano piano riprendendo il suo corso. Una coincidenza che ha del comico ha fatto si che proprio il 4 maggio cadesse la Giornata Mondiale della Lentezza, una ricorrenza istituita per ricordare a tutti gli attori di questa società improntata all’immediatezza e alla frenesia l’importanza del keep calm e del prendersi il proprio tempo. Certo in tempo di pandemia questo può suonare quasi comico o addirittura offensivo, in certi casi, ma se in alcuni ambiti la lentezza è un valore da riscoprire, una virtù da coltivare e un risultato da conquistare, in altri ambiti è un vero nemico da combattere. Indovinate dove ci posizioniamo noi di Uniontel?

Internet e la lentezza, una storia antica

Ve l’abbiamo già accennato all’inizio del lockdown, quando vi abbiamo spiegato perché il primo effetto visibile della chiusura totale e della conversione allo smartworking è stato il generale rallentamento della rete Internet (vi siete persi il pezzo? Recuperatelo!). Le assistenze delle compagnie telefoniche sono state subissate di chiamate di clienti che lamentavano tutti lo stesso problema, fin quasi a rendere i servizi inutilizzabili. Il tema della velocità di Internet è sempre stato molto sentito sia dagli utenti che dai providers che hanno utilizzato questo argomento per instaurare vere e proprie guerre di prezzi e servizi per accaparrarsi clienti attirati da promesse di velocità stellari. E pensare che tutto è iniziato negli anni ’90, con i modem che permettevano uno scambio dati con una velocità di 56 kilobyte per secondo (128 per le aziende fortunate), ovvero circa 15 minuti per scaricare un file .mp3 pesante 3 megabyte. Sempre che qualcuno non tirasse su la cornetta del telefono e facesse cadere la linea.

un cavo di fibra ottica

Era chiaro che simili “velocità” rappresentavano un ostacolo alle infinite possibilità che Internet spalancava agli occhi dei suoi pionieri. Bisognava trovare il modo di sconfiggere questa lentezza atavica e pensare su piani completamente differenti e in questa logica si inserirono gli investimenti sempre più massicci per diffondere ovunque la fibra ottica. A differenza dei normali cavi di rame, dove gli impulsi viaggiano per trasmissione elettrica, nei cavi di fibra la velocità è data dai segnali luminosi che oltre che ad essere immuni alla lentezza sono anche infinitamente più stabili e affidabili. Inizialmente tecnologia d’élite riservata a pochissimi (e decisamente costosa), dal 2010 ha iniziato a diffondersi sempre di più sul territorio fino ad arrivare in aree dove era impensabile persino utilizzare la normale adsl. Il significativo boost economico che ha aiutato l’Italia a rialzarsi dalla crisi del 2008 è transitato anche dalle reti in fibra che pian piano hanno iniziato a ramificarsi per tutto il Paese, fino a rendere le casette col cappello rosso un elemento radicato nel territorio quasi come lo erano le loro “bisnonne” cabine telefoniche qualche anno fa.

Il Valore dei Clienti nel tempo

Il problema, a questo punto, qual è? Che l’investimento che l’operatore mette in campo per stendere la propria linea in fibra ottica in qualche modo deve rientrare: ecco quindi che compaiono offerte con scontistiche limitate e poco chiare, costi di disattivazione e uscita ingannevoli o non trasparenti, costi di attivazione immotivati e soprattutto tariffe poco vantaggiose per chi ha già una adsl e vuole passare alla fibra senza essere costretto a cambiare operatore. Soprattutto quest’ultimo punto sembra essere particolarmente sentito dai clienti, che si sentono quasi obbligati a stipulare nuovi contratti con tutto quello che questo comporta solo per poter ambire a un upgrade di banda.

Sapete che esistono dei clienti che non devono assolutamente preoccuparsi di questo? Sono le aziende che hanno scelto Welcome Italia per la loro connettività fissa e mobile aziendale. Grazie al programma Valore nel Tempo, è Welcome a seguire innanzitutto i lavori della fibra sul territorio in ogni sua fase e poi, al termine, è sempre Welcome a contattare il cliente per avvertirlo dell’upgrade e avviare il processo in maniera del tutto gratuita. Avete capito bene: i clienti Welcome che passano da adsl a fibra non hanno aumento del canone mensile, nè per l’adeguamento, né per l’eventuale cambio router, mentre è previsto un contributo una tantum che si attesta attorno ai 150 euro (a seconda del profilo d’offerta sottoscritto). Strano ma vero, la tariffa mensile resta assolutamente invariata. Vi sembra impossibile? Vi assicuriamo che non lo è! Valore nel Tempo riflette perfettamente la filosofia Welcome Italia dove il cliente è al centro e deve preoccuparsi solo di curare il proprio business, mentre l’operatore fa tutto il resto.

Se siete anche voi afflitti da un problema di lentezza, non dovete fare altro che contattarci. La consulenza è gratuita e senza impegno, vi illustreremo tutte le possibilità che Welcome Italia ha studiato per le aziende come la vostra e vi sapremo dire che velocità può raggiungere la linea nella vostra zona. Non vorrete mica aspettare la prossima Giornata della Lentezza vero?