fbpx

Bitcoin, storia di una rivoluzione

bitcoin

Sono passati poco più di 10 anni da quando sul sito metzdowd.com comparve un’idea, postata da un anonimo utente, che teorizzava l’invenzione di una moneta completamente slegata da ogni logica di valuta tradizionale, completamente virtuale, chiamata criptovaluta. Era il 2008 e si trattava della bozza di quello che di lì a pochi mesi sarebbe diventato il Bitcoin, la moneta di Internet. Nel giro di qualche anno, questa moneta è stata capace di uscire dai confini della Rete per diventare prima un argomento chiacchierato e controverso e poi l’oggetto di una gigantesca bolla speculativa che sembrava destinata a scoppiare ma che invece ha ritrovato nuova linfa. Ripercorriamo brevemente la sua storia.

La paternità oscura

L’utente che per primo ha esposto il sistema di creazione e circolazione di questa moneta virtuale si nasconde secondo l’orientaleggiante nickname Satoshi Nakamoto e nessuno ha mai capito chi si nasconda dietro questo pseudonimo. Sono state fatte varie ipotesi nel corso degli anni addirittura arrivando ad accostare al nome di Nakamoto quello di Elon Musk, ma nessuna voce ha mai trovato conferma. Di oscuro il Bitcoin non ha solo la paternità: grazie all’anonimato che garantisce, è la valuta tramite la quale vengono condotte le transazioni sul dark web, che sappiamo essere al 99% illegali. I soldi tradizionali lasciano delle tracce, anche utilizzando metodi di pagamento virtuali, impossibile pensare di pagare qualcosa rimanendo completamente anonimi dall’inizio alla fine della transazione. La crittografia (da qui la definizione di criptovaluta) che “copre” ogni transazione in Bitcoin invece, non consente di stabilire chi ha inviato la somma nè si riesce a conoscere l’identità di chi l’ha ricevuta ed è questo il primo e forse più grande vantaggio di questo sistema. Un altro aspetto che ha reso i Bitcoin così popolari è l’essere completamente avulsi da qualsiasi sistema economico, il che vuol dire che non esiste un sistema centralizzato che faccia da garante o che ne determini a priore il valore. Il valore dei Bitcoin è essenzialmente autodeterminato, dal momento che si definisce unicamente in base ai principi di domanda e offerta, ovvero quanto più alta sarà la richiesta maggiore sarà il loro valore, viceversa nei momenti di flessione di domanda il valore sarà destinato a scendere. Ne consegue quindi che il controvalore economico di un Bitcoin sia, per la sua stessa natura, estremamente mutevole e volatile: sarà la struttura che lo crea e lo diffonde, detta blockchain, a determinarlo.

Bitcoin, come funzionano?

Spiegare nei particolari il funzionamento dei Bitcoin non è semplice. Per comprenderlo appieno bisognerebbe essere in possesso di nozioni informatiche discretamente avanzate, ma una spiegazione abbastanza esauriente si trova a questo link. Essenzialmente, si tratta di lunghe stringhe di codici alfanumerici la cui validità viene riconosciuta e confermata dalla comunità stessa che le genera e le diffonde. I creatori e garanti di questo sistema vengono detti miners (minatori) e sono coloro che mettono a disposizione della comunità macchine con ingenti capacità di calcolo che lavorano senza sosta alla fabbricazione di queste stringhe e alla validazione delle transazioni. Ogni stringa ha un valore in Bitcoin che si traduce in valore economico in valute “reali”, ma come abbiamo detto questo è estremamente fluttuante. A questo link potete vedere sia il valore attuale dei Bitcoin (siamo a circa 8.500 euro l’uno) che il grafico con l’andamento in tempo reale.

Il grande boom

Il boom dei Bitcoin come investimento e strumento di speculazione si è avuto nel 2017, quando il loro valore ha raggiunto la cifra record di 19.800 dollari l’uno. La criptovaluta fa così il salto, passando da Internet al mondo reale, diventando un metodo di pagamento valido e riconosciuto non solo dai marketplace virtuali ma anche dai negozi fisici che iniziano ad accettare transazioni con lo smartphone, nonché argomento di discussione per trasmissioni tv e media non di settore. Chi si è ritrovato ad accettare Bitcoin per scommessa, per gioco o per sentirsi parte di una community si scopre adesso improvvisamente ricco (tenendo presente che alla sua nascita il Bitcoin era stato pensato con un tasso di cambio a 1,3 per 1 dollaro). La febbre che si genera intorno questo nuovo oggetto del desiderio fa sì innanzitutto che la domanda si impenni (e quindi il valore cresca) e successivamente che nascano nuove professioni legate al mondo delle criptovalute, da coloro che le producono fino ad arrivare a broker che promettono grossi guadagni ad eventuali investitori. È proprio qui che la bolla inizia lentamente a sgonfiarsi, almeno presso il grande pubblico: dopo un iniziale entusiasmo, gli investitori che avevano immesso nel mercato grosse cifre sperando di realizzare fantasmagorici guadagni si rendono conto, complice l’inesperienza in questo tipo di materia, che realizzare profitto non è come giocare in Borsa e soprattutto che non ci sono garanzie nè coperture. Chi si era affacciato a questo mondo attirato solo dai numeri senza comprenderne natura e funzionamento, perde interesse (e più di qualche soldo).

Gli esperti hanno individuato una sorta di “ciclo” nella storia del valore delle criptovalute tale per cui, in base ad una serie di osservazioni, hanno stimato che nel 2020 potrebbe verificarsi un secondo boom molto superiore a quello del 2017. Il valore del Bitcoin riprenderà quota e trascinerà con sé tutte le altre criptovalute che nel frattempo sono nate nella sua scia (prima fra tutte Ethereum) fino ad arrivare a cifre stellari. Inutile dire che nell’ambiente c’è molta attesa per questo presunto nuovo rialzo, ma anche estrema cautela perché vista la precedente esperienza molti investitori che si erano lanciati nella questione con entusiasmo saranno molto più cauti. Questa situazione potrebbe generare anche una nuova ondata di truffe e phishing diretto verso i neofiti. L’invito che vi facciamo è di non cliccare mai su nessuna mail che promette guadagni facili, di non fornire mai nessun dato personale a qualcuno che vi telefona chiedendovi investimenti minimi per guadagni massimi e in generale di prestare molta attenzione a questo tipo di speculazioni che possono essere profittevoli solo a patto di capire molto molto bene i meccanismi che le governano. In caso di dubbio, lasciate perdere. Il rischio di perdere tutto e non avere nessuna garanzia è molto molto alto.