Al giorno d’oggi, Google è sinonimo di ricerca su internet tanto che “googlare”, neologismo nei primi anni 2000, è divenuto ormai termine di uso comune per definire “ricerca su internet”.

Un successo che forse nemmeno gli stessi founders del popolare motore di ricerca si aspettavano, alla sua fondazione il 15 settembre del 1997.

Innegabilmente Google ha cambiato le nostre vite, basti pensare ai servizi di streaming video come YouTube, al servizio di posta Gmail e alla galassia di servizi che oggi diamo per scontati: basti pensare agli smartphone Android e a come sono riusciti a permeare ogni momento della nostra giornata. Non è però una storia d’amore fatta solo di rose e fiori, quella di Google e dei suoi utenti; senza voler considerare, almeno per il momento, le istanze sulla privacy (e sulla profilazione utenti su cui si basa il valore dell’azienda stessa, che secondo Wikipedia vale quasi 140 miliardi di dollari l’anno in revenues pubblicitarie) e quelle fiscali (non mancano infatti le accuse di wealth extraction derivanti dal fatto che Big G non paghi le tasse nei paesi dove genera i ricavi), noi utenti finali viviamo difatti un problema molto più prosaico e quotidiano: il consumo di memoria RAM dei nostri dispositivi durante la navigazione sul browser Chrome.

Un “meme”, vignetta virale, sul difficile rapporto tra Google Chrome e la RAM

Fortunatamente, per chi utilizza Windows 10 come sistema operativo, sia in versione Home che Business (per quanto vi ricordiamo che per l’utilizzo professionale conviene la versione business, come raccontiamo qua), pare che sia stata trovata una soluzione. Dopo il pensionamento di Windows 7, difatti, gli sforzi si sono concentrati sull’efficienza del funzionamento del sistema operativo, e uno dei problemi più segnalati era il consumo di RAM derivante da Google Chrome, noto per un uso molto aggressivo della memoria, tanto da causare sovente blocchi e malfunzionamenti.

Come dichiarato da Microsoft stessa nel suo Application Manifest, all’aggiornamento del 10 maggio 2020 versione 20H1 verrà aggiunta la feature “SegmentHeap”, che dalle prime evidenze diffuse dalla casa di Redmond potrebbe comportare una riduzione di consumo di memoria fino al 27% come dimostrato dai test effettuati con Edge, consentendo un risparmio di centinaia di megabyte di RAM, che si traduce in minor consumo elettrico e di batteria per i dispositivi mobili e maggiore velocità e stabilità per chi lavora con applicativi aperti nel browser.

Possiamo quindi scaricare l’aggiornamento di Windows 10 di maggio 2020 e risolvere definitivamente il problema? Purtroppo no. Durante il rilascio dell’aggiornamento, infatti, Microsoft ha riscontrato una serie di problemi, che l’hanno addirittura fatta decidere a sospendere il rilascio dell’aggiornamento di sistema. Restiamo quindi fiduciosi in attesa della risoluzione, che potrebbe già avvenire tra qualche mese: pare che Microsoft abbia deciso di anticipare il rilascio degli aggiornamenti previsti per il 2021: ci aspettiamo difatti l’upgrade in arrivo questo autunno, chiamato ufficialmente 20H2, che integrerà il nuovo Microsoft Edge basato su Chromium come browser di default

Nel frattempo, dovremo limitare il numero di tab aperte sul browser, in attesa di poter navigare in maniera più fluida e sicura.