Sono passati esattamente 10 anni da quando il concetto di cloud computing ha fatto il suo ingresso nel mercato dei servizi per le aziende in larga scala, ovvero da quando l’allora Telecom lanciò Nuvola Italiana, la piattaforma cloud che si affiancava alle offerte per telefonia e internet già esistenti.

Nuvola Italiana, nato nel 2010, veniva proposto alle aziende promettendo un significativo abbattimento dei costi per le infrastrutture di storage dei dati, introducendo anche l’innovativo concetto di “azienda on the go” e sfruttando il fatto che i dati aziendali sarebbero effettivamente stati accessibili praticamente da qualunque postazione dotata di connessione internet. Sono passati appunto 10 anni e ora il concetto (e la comodità) del cloud è ben radicato, così come sono evidenti i suoi vantaggi.

Il cloud per privati e aziende

L’idea di cloud è chiara ormai anche ai privati. Quasi tutti i grandi player di servizi che operano su internet (a cominciare da Google, con Drive) offrono uno spazio cloud ai propri utenti, previa registrazione. Lo spazio può variare da pochi gigabyte, in caso di servizio gratuito, a spazio “illimitato” per i servizi che prevedono una fee annuale o mensile (è il caso di Dropbox). In alcuni casi, il concetto di cloud ha letteralmente cambiato in meglio le abitudini dei consumatori: pensiamo ad Apple che, da quando ha lanciato il servizio iCloud, ha di fatto reso possibile una totale interoperabilità tra apparati diversi che si trovino a coesistere all’interno di uno stesso ecosistema come se fossero uno solo. Abbonandosi a iCloud, infatti, è possibile bypassare le limitazioni di memoria fisica che ancora oggi gli iPhone e gli iPad hanno (questi dispositivi non sono infatti dotati di memoria espandibile) in maniera tale che, ad esempio, scattando una foto con il telefono questa possa essere richiamata anche sul tablet o sul computer (Mac ovviamente). Il principio del cloud è questo: si tratta di una “nuvola” intangibile e immateriale che custodisce tutti i dati che vogliamo affidarle, seguendoci ovunque e fornendoceli a richiesta a seconda delle necessità.

In ambito aziendale, il concetto può spingersi ancora oltre: oltre che semplici cartelle e documenti, al cloud possono essere affidati interi gestionali con il loro carico di dati, centralini voip (come il Nethvoice di Nethesis) o centri di controllo vari ed eventuali. Il vantaggio è evidente: qualsiasi cosa sia affidata al cloud non ha bisogno di risiedere fisicamente su supporti che devono essere prima acquistati e poi manutenuti e può essere consultato e utilizzato praticamente da qualsiasi postazione (magari passando prima da una VPN). Tutto fantastico? Non proprio.

Pro e contro della nuvola

Abbiamo visto quali sono i pro di affidarsi a un servizio di cloud, è necessario però parlare anche dei contro. I due più grossi scogli contro cui possono naufragare le buone intenzioni aziendali sono la privacy e la sicurezza. Lato privacy, il GDPR parla chiarissimo: è necessario normare in maniera molto stringente chi può accedere ai dati custoditi nel cloud e il modo in cui avviene questo accesso. Il fatto che non siano custoditi su un supporto fisico non significa che possano essere accessibili da chiunque senza controllo. Questo ci porta al secondo punto, ovvero la sicurezza. È assolutamente necessario che il servizio di cloud a cui ci si affida sia strutturato e sicuro, perché il rischio di data breach e data loss è sempre presente. Il fatto che non ci siano apparati che possono guastarsi o rompersi non vuol dire che i dati siano automaticamente da considerarsi come in una cassaforte.

Se state decidendo di adottare delle soluzioni cloud per snellire la vostra azienda e risparmiare in termini di infrastruttura, valutate attentamente le varie soluzioni che vi verranno proposte. Il costo è certamente un aspetto da non trascurare, ma anche la flessibilità, la semplicità di utilizzo e l’affidabilità non sono aspetti che possono essere lasciati in secondo piano. Per qualsiasi domanda o dubbio, ovviamente, contattateci.

Per approfondire, vi lasciamo un articolo a tema del Sole 24 Ore.