Le telecamere termiche dai film alla realtà

Le telecamere termiche sono uscite dall’immaginario dei film ad ambientazione militare e sono entrate di prepotenza nel nostro quotidiano, a causa dell’esigenza di controllare la temperatura corporea e di gestire i flussi di persone negli spazi aperti al pubblico. Poter verificare lo stato di salute delle persone anche tramite la misurazione della temperatura diventa di vitale importanza e ci viene in aiuto la tecnologia militare. Le telecamere termiche nascono per essere efficaci nelle situazioni con bassa o nessuna illuminazione perché grazie a sensori particolarmente sensibili viene rilevata la luce emessa dalle zone calde. Nella tecnologia ad uso civile ci si limita a rilevare le aree del viso o del corpo a temperatura maggiore, mentre in ambito militare i dispositivi possono permettere anche il riconoscimento facciale.

Il tema della privacy

Fantascienza? Non proprio. La face recognition non è altro che l’apice della tecnologia biometrica, per quanto questa profilazione così precisa sia stata duramente criticata e discussa per le potenziali implicazioni sulla privacy dei cittadini. Come viene quindi tutelato questo aspetto? Proprio il GDPR ci viene in aiuto specificando all’art. 51 che

“Il trattamento di fotografie non dovrebbe costituire
sistematicamente un trattamento di categorie particolari
di dati personali, poiché esse rientrano nella definizione
di dati biometrici soltanto quando siano trattate
attraverso un dispositivo tecnico specifico che consente
l’identificazione univoca o l’autenticazione di una persona
fisica.”

Si tratta quindi, nel nostro caso, di trattamento e conservazione dei dati biometrici, per i quali occorre acquisire il consenso esplicito alla raccolta e al trattamento da parte dell’interessato (normati dagli articoli 7 e 9 del GDPR). Sarà inoltre necessario dividere i dati di dipendenti e i collaboratori fissi con quelli dei visitatori occasionali, subordinando l’ingresso all’azienda al rilevamento della temperatura che non dovrà superare i 37.5 gradi centigradi. L’acquisizione del consenso può avvenire anche in maniera implicita, ad esempio entrando in un’area delimitata (come un centro commerciale, un aeroporto, un supermercato) ai cui accessi siano esposte le informative necessarie.

A questo link, i pronunciamenti in materia del Garante della Privacy

Lo strumento giusto al posto giusto

Supermercati, grande distribuzione organizzata (GDO), luoghi ad alta concentrazione di pubblico richiedono una costante attenzione sanitaria per bloccare i flussi ed evitare assembramenti, rimanendo profittevoli e garantendo una buona esperienza di acquisto. In questo caso ci vengono in supporto la tecnologia radiometrica e le telecamere termiche, che monitorano la temperatura in tempi inferiori al mezzo secondo e senza necessità di un operatore presente, ottimi per la rilevazione di soggetti multipli in aree di transito, come le entrate e le uscite. La distanza di rilevamento di norma è un metro, ma esistono soluzioni che coprono distanze anche maggiori; in caso di anomalia della temperatura, questa può essere segnalata solamente all’operatore addetto al controllo dei risultati o tramite segnale visivo e acustico sul monitor del dispositivo stesso, così da poter effettuare una verifica più approfondita dopo questo screening preliminare. Si tratta generalmente di totem con una telecamera termica integrata e un monitor.

In caso di uffici e cantieri ad accesso controllato o con autenticazione, i sistemi di rilevamento della temperatura corporea possono integrarsi con funzioni di autenticazione, sempre in ottemperanza alla Legge sulla Privacy (fatevi consigliare dal vostro consulente GDPR!). Nel database saranno conservate le mappe biometriche dei soggetti autorizzati, ma non le fotografie. I dispositivi avanzati sono anche in grado di riconoscere la presenza o meno di dispositivi di controllo (DPI) come mascherine, caschi o occhiali, segnalandone la mancanza all’operatore addetto al controllo. Questa funzione è particolarmente utile dove si lavora già con l’obbligo dei DPI, come cantieri, laboratori chimici, reparti di lavorazione alimentare eccetera.

Luoghi ad alta frequentazione come ospedali, aeroporti e stazioni, necessitano di strumenti di rilevazione della temperatura che permettano di controllare quanti più soggetti possibili simultaneamente, considerando che gli afflussi non sono uniformi né prevedibili, oltre a variabili climatiche che influenzano costantemente la temperatura. Con le telecamere termiche si riescono a rilevare fino a 30 soggetti in simultanea.

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