Secondo il rapporto dell’Osservatorio delle Competenze Digitali del 2017 (puoi trovare un approfondimento qui a cura di Assintec) i bisogni di competenze digitali sono trainanti sia nel settore privato, soprattutto per l’innovazione di prodotto e offerta, sia negli enti pubblici, per guidare la digitalizzazione e l’innovazione dei processi. Purtroppo, ad oggi, l’offerta di formazione è scarsa e poco qualificata, con il rischio di avere sempre più persone formate in settori produttivi in declino e una forte carenza di competenze in ciò che invece è già il presente in cui viviamo.

Le possibili soluzioni

Ci siamo da sempre e profondamente interrogati sulle possibili soluzioni per poter risolvere questo tema, che per una microazienda nel settore dell’informatica e delle telecomunicazioni significa avere da una parte risorse misurate da poter investire e dall’altra l’esigenza pressante di mantenere aggiornato il gruppo dei collaboratori, gestire il turnover e non andare fuori budget. Quindi, cosa abbiamo fatto? Principalmente abbiamo agito su due leve (più una terza che è il nostro marchio di fabbrica):

  • La formazione finanziata. Pochi lo sanno, pochissimi la usano, eppure non è complicata da far funzionare (richiede solo un po’ di stomaco per affrontare la burocrazia, ma da italiani ormai siamo abbastanza rodati). Innanzitutto ci si iscrive a un fondo interprofessionale (la lista la trovi qui, in generale si sceglie il fondo cui aderisce la propria associazione di categoria: nel caso di Uniontel che aderisce al sistema di Confartigianato, Fondartigianato), per farlo è sufficiente comunicarlo a chi si occupa di stilare i cedolini paga dei dipendenti, in modo da chiedere all’INPS di far confluire nel fondo di categoria la componente dello 0.30% dei contributi, destinata alla disoccupazione involontaria, senza alcun aggravio per datore di lavoro e dipendente. Poi ci si affida a un centro di formazione accreditato (nel nostro caso, il centro di formazione di categoria, che è Formart), e insieme al progettista, si costruisce assieme un percorso professionalizzante, finanziato in regime de minimis, perfettamente tagliato sulle competenze di partenza dei partecipanti e sugli obiettivi dell’azienda, che vengono definiti assieme alla docenza. Si tratta di un percorso impegnativo (quest’anno abbiamo avviato due piani di formazione, uno da 18 ore e uno da 88 ore), che fissa le fondamenta e fornisce competenze specifiche dove mancano.
  • Formazione finanziata tramite voucher presso fornitore proprio. Una volta aderito al fondo di categoria, tramite il centro di formazione accreditato è possibile produrre la documentazione per far accreditare un proprio fornitore per far certificare i propri dipendenti (nel nostro caso, ad esempio, per ottenere certificazioni necessarie per poter installare correttamente le nuove tecnologie e i nuovi prodotti). Come funziona? In questo caso, una volta accreditato il fornitore, si hanno 12 mesi di tempo per far fare i corsi fino a un massimo di 3 dipendenti e fino a un massimo di 2500 euro rimborsabili pro capite (per intenderci: 7500 euro l’anno), che verranno anticipati dall’azienda e rimborsati dal fondo entro 30 giorni dalla presentazione della documentazione e della prova di avvenuto pagamento al fornitore. In questo modo si riesce a ottenere formazione di fatto gratuita per quasi ottomila euro l’anno.
  • La terza soluzione ce la siamo un po’ fabbricata in casa e ve ne abbiamo già parlato in questo articolo, ovvero le possibilità che offriamo agli studenti degli istituti tecnici e universitari per studiare e lavorare contemporaneamente, imparando un mestiere direttamente sul campo.

Rimanere aggiornati senza spendere un capitale in corsi dalla dubbia utilità, come vedete, è possibile. Se volete approfittare di queste opportunità per promuovere iniziative del genere nella vostra azienda ma la burocrazia vi spaventa, contattateci! Siamo sempre felici di confrontarci con tutti voi!