IoT è un acronimo che stiamo iniziando a sentire sempre più spesso. È un modo confidenziale per indicare l’internet of things, ovvero tutti quegli oggetti di uso quotidiano che, se connessi ad internet, acquisiscono una marcia in più. Alcuni di questi sono sempre esistiti e si sono semplicemente evoluti, altri sembrano arrivare direttamente dalle sceneggiature dei film di fantascienza. L’uso dell’IoT sarà sempre più massiccio in futuro per cui conviene iniziare a prendere confidenza con i suoi pro e i suoi contro.

Gli smart objects, l’IoT nelle nostre case

In principio fu Nabaztag. Ai più questo nome non dirà nulla, ma si tratta del primo oggetto smart a diventare popolare nella cultura di massa, quando ancora il concetto di “smart” applicato alla quotidianità sembrava futuristico. Era un ricevitore wi fi a forma di coniglio che dava informazioni su meteo, notizie, traffico e altri servizi in abbonamento (radio, messaggi, promemoria, sveglie). Successivamente fu in grado di identificare gli oggetti su cui erano stati apposti degli adesivi chiamati Tag, che contenevano un chip RFID. Il Nabaztag era un’invenzione francese, nato nel 2005 e morto nel 2011, quando i server che lo alimentavano furono spenti. Il progetto continuò poi in forma open source, con la community di appassionati che si fece carico dei conigli superstiti.

iot
Nabaztag (foto Wikipedia)

Nabaztag fu il primo esempio di IoT, il nonno dei nostri Alexa e Google Home. Successivamente, il concetto di smart passò ad essere applicato agli elettrodomestici, con in testa le TV e a seguire lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi. Ultimi ma solo perché più recenti i robot per la pulizia della casa, che aspirano e lavano i pavimenti. Volendo applicare il concetto di IoT alla vita quotidiana questo sarebbe già un elenco esaustivo, ma la tecnologia e il progresso non si fermano mai e siamo già pronti per la generazione successiva.

Le smart car e la tecnologia 5G

Il mondo Iot ha subito un significativo balzo in avanti nel momento in cui la rete mobile ha incrementato le sue performance con l’avvento dell’UMTS e del 4G. Questo progressivo aumento delle velocità di trasmissione dei dati ha consentito di far navigare su internet in mobilità anche degli oggetti la cui connessione era appannaggio finora solo delle sceneggiature fantasy. L’esempio più lampante sono le automobili, ormai diventate vere e proprie smart car. Gli scenari, però, si stanno ulteriormente evolvendo con l’arrivo del 5G. Il nuovo standard cellulare sta subendo ritardi nella sua roadmap di sviluppo a causa della pandemia mondiale e a causa della diffidenza che sta attirando e questo sta facendo slittare anche i test per la funzione più interessante, ovvero la guida autonoma. In un futuro non molto lontano sarà possibile affidare al pilota automatico la guida delle nostre auto, minimizzando il rischio di incidenti e garantendo il rispetto delle norme della strada. Per poter fare questo, però, è necessaria una tecnologia che sia fluida, reattiva e veloce, cosa che la rete 4G non è abbastanza. Se non ci fossero stati degli oggettivi ritardi, forse avremmo già avuto modo di vedere delle cose strabilianti.

I rischi per privacy e sicurezza

In mezzo a tutti questi pro, ovviamente, ci sono anche i contro. I dubbi principali sono legati alla privacy e alla sicurezza perché connettere un oggetto a internet significa esporlo a tutti i rischi che questo comporta. Quando si acquista qualcosa che può funzionare in ambito IoT, è necessaria una riflessione in questo senso dal momento che essere troppo imprudenti può portare a gravi conseguenze. Ci viene in aiuto in questo Welcome Italia. Le sue sim Vianova hanno una peculiarità difficilmente riscontrabile nei competitors. Non solo funzionano perfettamente con l’IoT, ma aggiungendo solo 1 euro in più al mese al costo dell’offerta scelta, è possibile impostare un indirizzo IP privato in modo che la sim navighi in modo “protetto”. Come? L’IP privato trasforma il dispositivo IoT in una macchina connessa in VPN, con tutti i vantaggi in termini di sicurezza che la rete privata aziendale offre. Attraverso un filtro contenuti è anche possibile controllare il traffico, impostando dei blocchi se non si desidera che il dispositivo effettui determinati tipi di connessioni.

Insomma, il futuro è qui. Se volete provare a connettere qualche vostro dispositivo in IoT e volete farlo in modo performante e sicuro, contattateci. Le sim Welcome Italia possono essere attivate e poi disdette in qualsiasi momento senza pagare alcuna penale, con la massima trasparenza e flessibilità tariffaria.