Dopo la Nuova Sabatini, seconda parte della piccola guida delle opportunità che lo Stato riserva alle aziende per agevolare la ripartenza. Vi parliamo della nuova revisione del Decreto Attuativo che si trasforma in credito d’imposta in compensazione per il versamento dei debiti tributari, conguagliato automaticamente attraverso il modulo F24. La novità, tra le altre, è l’inserimento di attività che altrimenti sarebbero rimaste escluse dall’incentivo, come ad esempio tutte le attività di Ricerca e Sviluppo che aumentino sostenibilità ed economia circolare.

Una grande opportunità per passare dall’infrastruttura fisica al cloud, per evolvere dal centralino fisico a quello virtuale, magari configurato sullo smartphone, per far arrivare la banda ultralarga in sede e iniziare a utilizzare servizi as a service (gestire gli accessi in azienda tramite riconoscimento delle targhe stampando direttamente le bolle da consegnare al trasportatore, ad esempio). Le possibilità per ottimizzare prestazioni e costi aziendali, unite ad un cospicuo taglio delle tasse, sono veramente tante.

Il credito per beni e formazione

A quanto ammonta il credito? Per l’acquisto di macchinari nuovi, il 6% del totale fino a 2 milioni di euro. Per i macchinari innovativi in chiave Industria 4.0 (qui trovi la lista dell’allegato A della legge 232/2016), fino a 2,5 milioni di euro di spesa viene riconosciuto il 40% in credito d’imposta; da 2,5 milioni fino a 10 milioni di euro, la quota è del 20%. Per i software e gli applicativi (elencati nell’allegato B della legge 232/2016), viene riconosciuto il 15% fino a 700 mila euro. Il credito d’imposta sarà ripartito in cinque rate annuali di pari importo per i beni, mentre in tre quote annuali per i software. Non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile IRAP e sarà usato in compensazione dei debiti tributari.

Se invece state pensando di investire in ricerca e sviluppo, vi viene riconosciuto il 12% fino a 3 milioni di euro; per l’innovazione tecnologica il 6% fino a 1,5 milioni di euro, per l’innovazione green il 10% fino a 1,5 milioni.

Potete infine utilizzare il credito d’imposta anche per la formazione 4.0, ovvero per tutta la formazione necessaria per addestrare il personale all’utilizzo dei nuovi beni e tecnologie adottate: le piccole imprese potranno recuperare il 50% fino a 300mila euro, per le medie imprese il 40% fino a 250mila euro e per le grandi imprese invece il limite è del 30% fino a 250mila euro. In tutti i casi l’agevolazione sale al 60% se riguarda lavoratori appartenenti a categorie svantaggiate.

Cosa chiedere al fornitore

Cosa deve fare il fornitore? Noi di Uniontel siamo già pronti a inserire in fattura l’espresso riferimento come da disposizioni dei commi da 184 a 194, qualora decidiate di usufruire del credito d’imposta. Vi ricordiamo l’obbligo, pena revoca del contributo, alla conservazione della documentazione idonea a dimostrare di aver effettivamente sostenuto l’investimento. Il termine (per ora) è fissato al 21 dicembre 2020, prorogabile al 30 giugno 2021 purché si paghi almeno il 20% della spesa entro la fine dell’anno.