Ce li ricordiamo tutti: sono i cellulari “vecchia scuola”, dal design ormai vintage, con la tastiera fisica, lo schermo piccolo e le funzioni di base. Hanno un nome, si chiamano “feature phone” e, un po’ a sorpresa, risultano ancora nel 2020 vendutissimi. Non si tratta di soli nostalgici o appassionati di modernariato, né di convinti negazionisti della tecnologia. I feature phone coprono una fetta di mercato molto precisa che ancora adesso non può accedere ai modernissimi smartphone che abbiamo nelle nostre tasche. Andavano fortissimo negli anni ’90: non facevano tanto oltre che mandare sms e ricevere/effettuare telefonate, ma a noi sembravano già oggetti avveniristici. La batteria durava settimane (spesso perché il nostro numero ce l’aveva solo nostra madre), ci sentivamo grandi businessman solo avendoli tra le mani.

Rievocare i nomi dei modelli più venduti ora ci trascina in un vortice di nostalgia: Nokia 3310, Motorola StarTac, Ericsson T21, Alcatel One Touch, Panasonic GD90. Complici delle campagne pubblicitarie martellanti, erano il massimo della tecnologia che la maggior parte di noi poteva permettersi. Ora, sono dei buffi ricordi di “come eravamo”, di quante ore abbiamo passato vagando per la casa alla ricerca del segnale, delle notti insonni aspettando un sms. Si chiamavano telefonini, ora sono feature phone.

Il 2020 dei feature phone

Con questo nome vengono identificati tutti quei cellulari che non possiedono caratteristiche da smartphone: tastiera fisica, design candybar (non shell, a conchiglia, e nemmeno slide, a scorrimento), schermo a cristalli liquidi o con pochissimi colori, nessuna fotocamera né collegamento a internet e quindi nessuna possibilità di installare applicazioni aggiuntive. Sorprendentemente, questo tipo di telefoni ha ancora un mercato fiorente con numeri che mai ci saremmo aspettati di leggere nel 2020.

Dire feature phone adesso equivale a dire cellulari Nokia vecchi. Non è un errore: nonostante Nokia non sia mai riuscita a inserirsi davvero nel mercato degli smartphone (ve ne abbiamo parlato qui), detiene a tutt’oggi il secondo posto al mondo tra i produttori di telefoni di “prima generazione”. Attenzione, parliamo di dispositivi nuovi, ancora adesso prodotti in stabilimenti in varie parti del mondo per soddisfare la forte richiesta. Quali sono i maggiori produttori? Al primo posto, con una quota di mercato del 24% sul totale, vediamo i cinesi di iTel Mobile. Poi come abbiamo detto c’è Nokia (che dal 2017 si chiama HMD Global). Al terzo posto, a pari merito Samsung e la coreana Tecno. Giù dal podio l’indiana Lava. I numeri sono estremamente rilevanti: nel 2020 sono stati venduti ben oltre 74 milioni di feature phone in tutto il mondo. Per darvi un’idea, a settembre 2020 risultavano venduti “solo” 69 milioni di Iphone, nei vari modelli disponibili sul mercato (fonte iphoneitalia.com). Mai avremmo pensato che i moderni cellulari 4g avrebbero potuto soccombere al cospetto dei loro “nonni”.

I feature phone rispondono alle esigenze di un mercato ben preciso: quello dei paesi “poveri” del mondo e quello dei mercati dove il digital divide è ancora molto forte. Il continente africano, ad esempio, è il principale fruitore di feature phone per motivi tecnologici. Oltre al prezzo, è necessario considerare la qualità delle reti mobili perché la copertura 4G è ancora appannaggio delle grandi città. Nelle aree rurali e desertiche sarebbe inutile possedere un super smartphone perché non funzionerebbe. Qualche chance in più ce l’hanno i telefoni che possono ricevere le vecchie reti gsm e 2G, quindi i feature phone.

Dall’altra parte abbiamo l’India dove più che l’arretratezza delle rete (discorso comunque valido anche in questa parte del mondo) conta la densità e il reddito della popolazione. Così tante persone con pochi mezzi economici fanno sì che la domanda di telefoni a basso costo che svolgano solo funzioni essenziali sia comunque altissima. I mercati di Africa, India e Medio Oriente sono quelli in cui possedere un Nokia 3310 equivale ad avere un Iphone X.

Fortissimi anche in Europa

E in Europa? Non sembrerebbe, ma il mercato del vintage è forte anche qui. Oltre ai collezionisti, che però cercano esemplari in perfette condizioni e possibilmente boxati (ovvero con scatola, imballi, cavetteria e modulistica originali), le esigenze da coprire sono principalmente quelle delle persone che non vogliono aggiornarsi su una tecnologia in costante mutamento ma preferiscono affidarsi a dispositivi dal funzionamento consolidato. Ancora, ci sono degli ambienti in cui particolari schermature delle stanze fanno sì che il campo sia limitato. Anche in questo caso i feature phone a volte sono gli unici a funzionare. Per non parlare poi dei cantieri o dei lavori pesanti: avrebbe poco senso dotare i lavoratori di dispositivi ipercostosi, molto fragili e dalla poca autonomia energetica. Lo zoccolo duro di affezionati alla vecchia scuola resiste e mantiene viva la richiesta di questo tipo di prodotti.

Lo sapevate che il cellulare più venduto di tutti i tempi è un feature phone? Si tratta del Nokia 1100, raffigurato nell’immagine che illustra questo articolo. Lanciato nel 2003, ha venduto circa 250 milioni di pezzi e viene ancora prodotto. Non permette altro che effettuare/ricevere chiamate e sms, impostare degli allarmi e giocare a Snake. Il suo prezzo molto contenuto (ai tempi sui 70 euro, ora è possibile trovarlo anche a 20-25), la sua robustezza e compattezza e la durata estrema della batteria lo hanno reso un classico intramontabile.

Se avete dei vecchi cellulari degli anni ’90 nei cassetti provate a tirarli fuori. Se funzionano forse avete dei pezzi da collezione, altrimenti potrebbero comunque essere interessanti per le parti di ricambio.