Prima o poi arriva il momento di doverci pensare: può essere un trasloco di ufficio, l’allestimento di nuovi locali, una ristrutturazione o semplicemente la sistemazione della postazione casalinga per lo smartworking. È qui che emerge il dilemma: è meglio una rete cablata o una rete wireless? Parliamo di rete quando mettiamo in piedi un sistema che permette a più dispositivi di essere connessi tra di loro e/o alla stessa fonte. In ufficio, la rete permette ai pc di essere connessi a dei sistemi centralizzati come ad esempio il server, il gestionale in cloud, eccetera. Quando si deve realizzare o ristrutturare una rete, arriva il momento di dover sceglierne la tipologia. Siamo qui per consigliarvi la scelta migliore per il vostro lavoro con una miniguida in due puntate, iniziando della rete cablata.

La rete cablata, pro e contro

Parliamo di rete cablata quando il mezzo per interconnettere i dispositivi tra loro è il cavo. Per farvi un esempio concreto, immaginate un pc fisso dal cui retro spunta un filo che finisce in una presa a muro. Da dentro la presa a muro, passano altri fili che finiscono dentro a degli apparecchi (UPS, switch, router, eccetera). Questa è la rete cablata, semplificata all’estremo. La rete cablata è dunque fisica e tangibile. Presenta diversi vantaggi: può far lavorare le apparecchiature non proprio recenti, che in modalità wireless fanno fatica perché magari incompatibili con lo standard. È molto sicura per quanto riguarda le aggressioni esterne perché un malintenzionato per riuscire a introdursi nel sistema dovrebbe fisicamente connettere un suo dispositivo a uno dei cavi che compongono la rete. È praticamente universale: qualsiasi dispositivo che debba servire a un ufficio ha una porta ethernet dal quale può partire il cavo di collegamento. La sua portata è virtualmente infinita: non c’è un limite di cavi collegabili, tutto dipende dai dispositivi presenti e dallo spazio a disposizione.

E gli svantaggi? Ci sono e sono da tenere in debita considerazione. Innanzitutto il costo, che può essere rilevante. Un lavoro fatto a regola d’arte che rispetti tutti gli standard di sicurezza andrebbe progettato per evitare che i cavi si trovino in zone di passaggio. La sistemazione più comune è all’interno di canaline o nei muri, mentre i cavi aerei andrebbero sistemati in un controsoffitto. Se passano a terra, per evitare che si trasformino in un pericolo per le persone si dovrebbe prevedere un pavimento flottante al di sotto del quale far passare tutto. Vi è poi la poca versatilità: se si intende anche solo cambiare la disposizione delle scrivanie di un ufficio o predisporre una nuova postazione, bisogna necessariamente tenere conto di presenza e posizione dei punti rete. La manutenzione è un tasto dolente: vi immaginate rompere un muro perché un cavo che passa all’interno si è rotto o deteriorato?

La materia prima: i cavi

Uno dei luoghi comuni più diffusi vuole la rete cablata più veloce rispetto alla stessa rete in modalità wireless. Questo poteva forse essere vero in passato, ma ormai sono rimasti in pochi a pensarla così in senso assoluto. Come mai un cavo fisico può risultare più lento di un segnale radio? La risposta sta nella sostanza di cui sono fatte le reti cablate, ovvero i cavi.

Un cavo può essere fatto di diversi materiali e servire a diversi scopi. Utilizzare il cavo sbagliato per lo scopo sbagliato può incidere pesantemente sulle prestazioni della rete. Vengono solitamente distinti per categorie e per tipologia di schermatura e al variare di questi parametri variano anche costi e prestazioni. Facciamo un breve riassunto.

La schermatura

La schermatura dei cavi è una caratteristica essenziale: si tratta generalmente di una nastratura che avvolge i cavetti all’interno della guaina ed è necessaria per evitare le interferenze (anche interne) che potrebbero compromettere il segnale.  Si classifica come segue:

  • U/UTP: cavo non schermato, usato per reti semplici con cavi corti e isolati tra loro
  • F/UTP: cavo schermato con nastro che avvolge le 4 coppie
  • U/FTP: cavo schermato con nastro delle singole coppie
  • F o S/FTP: cavo schermato con coppie schermate sia complessivamente che singolarmente
  • SF/FTP: cavo doppiamente schermato con treccia e nastro nel complesso, con singole coppie nastrate singolarmente

UTP sta per Unfoiled Twisted Pair (non schermato), mentre FTP significa Foiled Twisted Pair (schermato). Quanto più un cavo è schermato, tanto più è spesso (occupa quindi più spazio nella canalina) e costoso.

La categoria

Dopo la schermatura, occorre porre grande attenzione alla categoria dei cavi. È qui che avvengono gli errori più frequenti in reti realizzate senza l’ausilio di professionisti. La categoria determina la velocità di trasmissione dei dati e, di converso, l’efficienza dell’intera rete. Si indentifica con un numero e si classifica in questo modo:

  • 3 viene usata per gli impianti telefonici
  • 5e dove “e” sta per “enhanced”. Si tratta di una cat 5 potenziata che permette una velocità fino a 1 giga ed è il tipo più diffuso
  • 6 ha un particolare schermatura adatta a frequenze elevate per lavorare fino a 10 giga, ma ad una distanza non superiore a 55 metri
  • 6a come la cat 6 ma per lunghezze superiori ai 55 metri
  • 7 e 7a per trasmissioni fino a 100 giga

rete cablata cavo ethernet

Quando si progetta una rete cablata occorre necessariamente considerare il tipo di apparecchiature che si devono connettere e le prestazioni che ci si aspetta. Occorre quindi utilizzare i cavi giusti della lunghezza giusta, non dimenticando che un cavo eccessivamente lungo fa perdere molto segnale compromettendo la velocità.

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