Linea ISDN, cos’è?

La linea ISDN (acronimo che sta per Integrated Services Digital Network) è una rete di telecomunicazione che consente di far coesistere la trasmissione della fonia e dei dati su un unico supporto. La tecnologia della linea ISDN risale al 1984 e supporta diversi servizi, tra cui il cosiddetto caller ID (vedere il numero del chiamante) e la possibilità di avere fino a otto numeri telefonici sullo stesso accesso, ognuno assegnato a un apparecchio diverso.

Garantisce inoltre una elevata qualità della voce e sempre tramite l’accesso base (chiamato BRI) consentiva il collegamento a internet mettendo di fatto a disposizione un doppio canale che consentiva di utilizzare il telefono e internet contemporaneamente. La tecnologia ISDN ha avuto la sua massima diffusione negli anni 90 ma ora è diventata molto costosa da mantenere, motivo per cui gli operatori hanno iniziato a muoversi verso il VOIP e a dismettere progressivamente le ISDN, tramite una procedura detta decommissioning. Questo introduce alcuni cambiamenti che potrebbero impattare sulla vostra infrastruttura di rete ma anche una serie di vantaggi. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Le tappe del decommissioning

Chi ha ancora una ISDN per il proprio ufficio o la propria attività deve ormai rassegnarsi: le linee ISDN sono infatti alla fine del loro ciclo di vita. Il futuro sono le linee VOIP SIP. Già da alcuni anni infatti gli operatori che si appoggiano alle infrastrutture di TIM si sono convertiti al VOIP per fornire i loro servizi. La voce viaggia ormai attraverso il protocollo SIP e solo in fase di terminazione presso la sede del cliente viene convertita in analogico o ISDN attraverso appositi apparati (tipo il gateway). Ora però il dado è tratto, dal momento che TIM sta portando a termine un imponente adeguamento tecnologico della rete di trasporto nazionale per voce e dati. Prima di tutto è avvenuto l’ammodernamento della rete attraverso la posa della fibra ottica (la famosa FTTH, che arriva fino in casa, o la più comune FTTC, ovvero la misto rame).

Gli obiettivi di questo imponente (e costoso) lavoro sono molteplici: la semplificazione dell’infrastruttura e il taglio dei costi di manutenzione del rame, l’aumento di banda disponibile, la semplificazione delle procedure di allaccio di nuove utenze,  il risparmio energetico e la dismissione del rame.

Attualmente lo switch off dal rame alla fibra, è già stato effettuato dalle compagnie telefoniche slovacche e macedoni. Per 2017 avrebbe dovuto provvedere la Swisscom, per il 2018 Deutsche Telecom, per il 2020 Orange.de mentre British Telecom ha in piano di terminare nel 2025. E in Italia? Da noi TIM si è già mossa con il Garante delle Telecomunicazioni e ha iniziato il decommissioning spegnendo le linee analogiche e ISDN e veicolandole verso la tecnologia all-ip fornita tramite fibra ottica.

Perché la linea ISDN è ancora così popolare?

La rete ISDN forniva opportunità ai tempi fantascientifiche e indispensabili alle PMI. Permetteva di gestire due chiamate in contemporanea, o una chiamata e un fax. Consentiva la connessione a internet senza occupare la linea telefonica, faceva visualizzare il numero di telefono del chiamante e offriva la possibilità di impostare il trasferimento di chiamata. Permetteva le conversazioni a tre ed era l’unico modo per una impresa di piccole dimensioni di gestire numeri di telefono aggiuntivi sulla stessa linea. Oggi tutte queste funzioni sono state integrate nei centralini di nuova generazione.

linea isdn

immagine eur.it

Certo, nel valutare la dismissione di una linea ISDN bisogna tenere conto anche di tutti gli apparati che abbiamo in azienda, dagli apriporta ai fax alle badenie fino agli apparati che garantiscono fonia e connettività come modem e centralini telefonici. Per tutto questo è molto utile (quando non necessaria) la consulenza di uno specialista che vi aiuti a traghettare le funzioni a cui siete abituati sulla nuova tecnologia VOIP.

Come fare con il centralino telefonico?

Innanzitutto, niente paura. A parte gli apparecchi molto datati, quasi tutti i centralini telefonici possono essere adattati a lavorare in VOIP. Alcuni possono essere addirittura nati per il VOIP e magari configurati per la linea digitale ISDN. Anche per i terminali telefonici (i nostri telefoni da scrivania per intenderci) il processo è lo stesso, la stragrande maggioranza dei modelli non avrà alcun problema con la nuova tecnologia. Il fax può essere virtualizzato e inviato e ricevuto via email (per quanto oggi è anacronistico: persino la pubblica amministrazione ha vietato l’uso del fax addirittura dal 9 agosto del 2013).

Il VOIP è la scelta giusta?

Possiamo ragionevolmente dire di sì. Innanzitutto è la prima scelta tra le aziende USA per i servizi telefonici e lo stesso Forum Economico Mondiale stima il valore della digitalizzazione delle telecomunicazioni in oltre 2 trilioni di dollari entro il 2025. C’è poi il versante della flessibilità: dato che i telefoni viaggiano sulla stessa rete dei pc, dove arriva la lan per i pc arriverà anche il cavo per collegare il telefono. Grazie alla facilità di programmazione, se fosse necessario spostare un collega di scrivania basta spostare il telefono nella nuova postazione per ottenere l’interno già configurato. Lavorare in VOIP significa essere nativamente pronti allo smartworking: un centralino VOIP consente infatti di collegare anche sedi remote o lavoratori a distanza. Con le nuove generazioni di centralini è possibile portare l’interno telefonico direttamente sullo smartphone o sul computer portatile e telefonare usando un paio di cuffie con microfono. Soprattutto, il matrimonio tra linee VOIP e centralini telefonici VOIP è destinato a durare: essendo il centralino un applicativo software, infatti, rimarrà sempre aggiornato e potrà essere manutenuto a distanza, garantendo il ritorno dell’investimento e le performance nel tempo.