Miniguida agli access point, per scegliere il meglio per la vostra azienda

Ve ne avevamo già accennato quando vi abbiamo parlato dei cordless dect e wi fi: progettando una rete aziendale, non è più possibile trascurare la parte relativa al wifi. Telefoni, smartphone, tablet, laptop, dispositivi smart in generale, tutto deve “parlarsi” passando dagli stessi apparecchi. Risulta fondamentale quindi dotarsi del meglio che la tecnologia possa offrire e qui vi illustriamo le differenze tra gli access point omnidirezionali e quelli settoriali, per aiutarvi a scegliere meglio.

Iniziamo dal dire velocemente cos’è un access point (o AP). Si tratta di un dispositivo che collegato alla fonte del segnale (tipicamente un router) crea una rete wireless permettendo l’accesso dei dispositivi alla rete stessa senza necessità di collegamenti fisici (cavi). Ne esistono di centinaia di marche e tipi, i più comuni si trovano integrati all’interno dei router che vengono forniti dalle compagnie telefoniche per privati e aziende. Forse non lo sapete, ma anche casa vostra, nel suo piccolo, è una mini rete wireless creata dall’access point presente all’interno del router che il vostro provider vi manda.

La gestione di una rete aziendale è ovviamente diversa sia per le sue dimensioni sia per gli standard di sicurezza. Questo è uno dei motivi per cui i router forniti da Vianova non hanno al loro interno l’access point integrato: per garantire la massima flessibilità, i protocolli sempre aggiornati e dare al cliente la più ampia libertà di scelta e configurazione. Una politica che, specie sul medio-lungo periodo, paga.

Le caratteristiche degli AP possono essere molto diverse tra di loro, per andare incontro a tutte le esigenze tecniche ed economiche. È difficile non trovare il prodotto che faccia al caso proprio. Tuttavia, proprio perché ne esistono così tanti modelli, succede di acquistare qualcosa che poi si rivela inadatto all’utilizzo. Per aiutarvi, oggi vi parliamo di due macro categorie: gli omnidirezionali e i settoriali (o direzionali).

Gli access point omnidirezionali

Come dice il nome, gli AP omnidirezionali sono degli apparecchi che “sparano” il segnale in tutte le direzioni, creando una “bolla” circolare a 360° intorno a sé. La loro portata dipende dal modello, possono andare da pochi metri a distanze più consistenti. Sono consigliati quando c’è la necessità che il segnale arrivi dovunque: ad esempio dei piani di alberghi, tutte le stanze devono essere coperte. Gli omnidirezionali sono i modelli più diffusi e più acquistati anche da chi non ha molta dimestichezza con la configurazione. Generalmente sono plug and play, si installano e la rete a cui collegarsi è pronta in pochissimi passaggi. A volte possono essere accessoriati da uno slot per la sim, in modo da funzionare con la rete cellulare quando la linea principale dovesse mancare.

Per calcolare il loro raggio di azione non esistono misure esatte o che vadano bene per tutti. Il segnale wireless è facilmente influenzabile da fattori esterni: muri spessi, soffitti irregolari, vegetazione fitta o arredamento molto ingombrante possono determinare una scarsa copertura, anche se l’AP è dell’ultimissimo modello e settato al meglio. Un omnidirezionale va a soddisfare l’esigenza di base, ovvero quella di permettere il collegamento in wi fi ai vari dispositivi che possano farne richiesta.

ubiquiti access point

Un access point omnidirezionale della Ubiquiti

Gli access point settoriali (direzionali)

Gli AP detti settoriali o direzionali hanno la caratteristica di possedere un raggio d’azione che può essere “puntato” in una determinata direzione, lasciando tutto il resto dello spazio “all’oscuro”. Il raggio configurabile va da un’ampiezza di 30° a un massimo di 120°. Vengono utilizzati per aree ben determinate, oppure da coprire in maniera “intelligente”. Ad esempio, se ho un magazzino con alcune zone chiuse dove non va mai nessuno, a chi importa che il wi fi prenda (magari male) anche lì? Meglio che prenda molto bene nelle aree di passaggio! Per direzionare il segnale in maniera più efficiente si ricorre agli AP settoriali.

Apparentemente meno appetibili dei colleghi omnidirezionali, presentano in realtà una serie di vantaggi molto concreti. Innanzitutto, dove si decide di puntare il segnale questo è molto più stabile e più forte di una “bolla” omnidirezionale. Dovendo coprire un’area estesa, più settoriali potrebbero risultare più efficaci in quanto le bolle degli omnidirezionali, se sovrapposte, tendono a fare interferenza tra loro. Un sistema di settoriali ben progettato permette di passare da un raggio all’altro in maniera fluida e senza interruzioni, consentendo la migliore esperienza d’uso.

Ultimo, ma non ultimo: lo sapevate che per quanto riguarda l’uso del wi fi esiste una normativa parecchio stringente? Vi indirizziamo a questo sito, che contiene le leggi e tutti i successivi aggiornamenti. Ad esempio, un proprietario di rete wi fi dovrebbe accertarsi che il segnale emesso dagli apparecchi di sua proprietà non esca dalle proprie pertinenze. Per capirci, non ci sarebbe consentito ricevere il wi fi del nostro vicino di casa. Certo, è una cosa a cui ormai nessuno fa caso, ma che ha una sua logica. Non si tratta solo di navigare a scrocco: e se il vicino che ci “sniffa” la rete effettuasse attraverso questa delle operazioni illecite? Chi ne risponderebbe? E se invece ci saturasse a tal punto la banda da renderci inservibile il servizio che paghiamo?

Probabilmente queste sono questioni che tra privati possono contare poco. Ma tenete sempre conto che stiamo parlando di aziende! Due ditte vicine con i wi fi mal progettati e mal configurati che interferiscono a vicenda possono essere una bella gatta da pelare, per restare nello scenario più comune.

cambium access point

L’access point direzionale Cambium E502S

Se anche il vostro wi fi in azienda vi fa penare, contattateci. Studieremo insieme la migliore soluzione per ottimizzare le vostre risorse o consigliarvi un ammodernamento che vi faccia risparmiare anche dal punto di vista della sicurezza.