Il Bluetooth, tutti più connessi

Prima che il wi fi diventasse uno standard così diffuso, l’unico modo per scambiare informazioni tra dispositivi era usare il bluetooth. In cosa consiste questa tecnologia? Perché questo nome così bizzarro? Scoprite tutti i segreti del bluetooth con noi!

Il bluetooth nasce nel 1999 da un’idea dei maggiori produttori di cellulari di allora (di alcuni vi abbiamo già parlato in questo articolo) Nokia e Ericsson, che per realizzarla si consorziarono con IBM, Sony, Toshiba e Intel. La necessità di base era quella di trovare un modo per far comunicare tra loro i dispositivi elettronici. Lo ricorderete, agli inizi l’unico modo per poter connettere due o più apparecchi era utilizzando gli infrarossi. Alcune console portatili potevano così mettere su delle partite in multiplayer, mentre i cellulari potevano scambiarsi i contatti in rubrica. Gli infrarossi funzionavano come un telecomando con la tv: tecnologia nota, come erano noti anche i suoi limiti. Bastava che i dispositivi fossero appena più lontani l’uno dall’altro o che ci fosse un ostacolo fisico nel mezzo (anche una mano) perché la trasmissione fallisse.

Occorreva andare oltre e le case produttrici dell’elettronica in quel momento più all’avanguardia del mondo unirono le forze per pensare fuori dagli schemi. Ne nacque un chip miniaturizzato che era in grado di sviluppare una mini rete. Se si fosse trovato in prossimità di altri dispositivi dotati dello stesso chip, questi avrebbero potuto comunicare tra loro. Nasceva quindi il bluetooth come standard, ovvero come sistema che non fosse esclusivo di una marca o un modello particolare, ma che potesse essere standardizzato perché fosse disponibile per tutti. Dal momento che era stato pensato proprio per tenere bassi i costi di produzione, il bluetooth si diffuse rapidamente fino a diventare una caratteristica “di serie” praticamente di ogni dispositivo di comunicazione dai primi anni 2000 in poi.

Perchè bluetooth? L’origine del nome

Se, come abbiamo visto, il funzionamento del bluetooth è abbastanza semplice, diversa è la storia del nome peculiare che questo standard si è guadagnato. Innanzitutto il significato, che è letterale. Significa proprio “dente blu”. Si tratta del soprannome di Re Aroldo I di Danimarca, sovrano vissuto intorno all’anno Mille. Questo re unificò i popoli scandinavi introducendo il Cristianesimo che fece da collante tra popolazioni finora abituate a farsi la guerra tra di loro. “Dente blu” è proprio un nome da battaglia: per incutere timore all’avversario, pare che Aroldo I si dipingesse il viso. Altre fonti invece riportano che fosse ghiotto di mirtilli e quindi mangiandone tanti avesse letteralmente i denti blu.

Un sovrano che mise le persone in comunicazione tra loro fu la perfetta ispirazione per una tecnologia che doveva servire per unire. Anche il simbolo che universalmente designa il bluetooth e che è presente su tutti i dispositivi equipaggiati del sistema è un omaggio a Re Aroldo. Si tratta dell’unione delle due rune nordiche per le lettere H (hagall) e B (berknan), ovvero le iniziali del nome del monarca Harald Blåtand. Di nuovo ritorna il concetto di connessione, di unire, di mettere due cose insieme.

bluetooth

Tutto molto bello e poetico. C’entra qualcosa il fatto che due delle società ideatrici dello standard fossero scandinave? Non si sa, ma ci piace pensarlo.

Come funziona il bluetooth?

Il raggio di azione del bluetooth dipende dalla sua classe: un dispositivo in classe 1 arriva fino a 100 metri, mentre uno in classe 3 copre fino a un metro. La frequenza su cui opera è quella di 2.4 ghz e la velocità di trasmissione è cambiata nel tempo, evolvendosi col progredire della tecnologia. Da 1 mb/s della versione 1.0 si è passati ai 4 mb/s della 4.0 diventando anche più stabile. Contemporaneamente, si è cercato di ridurre il consumo di energia accorciando la durata dei segnali. Il funzionamento di base è però rimasto sempre uguale, ovvero la generazione di un’area di operatività chiamata PAN (personal area network), differenza del wi fi che invece è una LAN (local area network).

Vi lasciamo con una clip che spiega bene il ruolo di primaria importanza che il bluetooth ha avuto nello sviluppo tecnologico dei dispositivi che tutti noi quotidianamente utilizziamo. La serie è The Big Bang Theory, stagione 2 (girata nel 2007). L’episodio è il diciottesimo, intitolato in italiano L’aggregazione del fermacapelli. Penny ha realizzato un fermaglio a forma di fiore e vorrebbe iniziare un e-commerce. Con il gruppo di protagonisti si chiede come possano espandere il loro mercato, praticamente cercano le buyer personas. Per catturare anche un pubblico maschile, Sheldon ha un’idea: aggiungere il bluetooth.

Perchè “tutto è migliore con il bluetooth”.

Il bluetooth è diventato ormai di uso secondario rispetto al wi fi e al cloud, che permettono connessioni più veloci e scambi di grandi quantità di dati. Resta però ancora la prima scelta quando si devono realizzare reti di piccolissime dimensioni come i sistemi audio delle automobili o si debbano mettere in comunicazione tra loro dispositivi indossabili (auricolari, smartwatch). Lavorando a contatto col corpo, questi terminali non possono “sparare” onde radio a frequenze altissime, risulterebbero dannosi.