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È il momento del cloud, nuova spinta dalle pmi

In un periodo di crisi c’è sempre chi ne soffre di più e chi invece ci guadagna in maniera quasi inaspettata. La pandemia che ha investito il mondo e sta per tagliare il suo primo anno di vita ha messo a dura prova l’economia globale. Con una soluzione ancora lontana dall’essere trovata, un po’ tutti hanno dovuto rivedere le proprie abitudini, partendo proprio da quelle essenziali di vita quotidiana finendo all’ambito lavorativo. Le aziende sono state in prima linea da sempre per abbracciare questo cambiamento, con più o meno entusiasmo, in quanto ne andava della loro stessa sopravvivenza. Uno dei settori in cui si è più investito è stato il cloud (ne abbiamo parlato qui).

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Tecnologia e pandemia, numeri record

Sembra non arrestarsi la curva in rialzo delle vendite nel settore tecnologia per il 2020. In quest’anno così particolare, i consumatori hanno per forza dovuto rivedere le loro priorità di spesa, dal momento che lockdown e cassa integrazione hanno pesato parecchio sui bilanci degli italiani. Il settore tech sembra però non essere stato toccato dalla contrazione generale, viaggiando su numeri di incremento a doppia cifra.

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L’email, dal francobollo alla chiocciolina

Sono passati 49 anni dalla prima email della storia. Fu inviata dal programmatore Ray Tomlinson nel 1971 e come spesso accade nacque per sopperire a una mancanza. All’epoca, i giganteschi calcolatori che occupavano stanze intere erano sicuramente all’avanguardia per il momento storico ma presentavano un limite: potevano contenere dei messaggi, ma non scambiarli tra loro. Quanto scritto rimaneva nella memoria del computer e per leggerlo bisognava fisicamente recarsi vicino alla macchina. Non certo la cosa più comoda del mondo.

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Microsoft Office 365, la next gen della suite per ufficio

Ci siamo ormai affezionati a Microsoft Office nella sua veste classica, che ci dava il benvenuto alla prima accensione di un nuovo pc. Il programma di utilità per l’ufficio ha appena compiuto 32 anni e ad oggi più di un miliardo di persone lo usano. Nonostante sia un prodotto Microsoft, nella sua prima versione conteneva solo Word ed era un prodotto creato per i sistemi Apple. Negli anni ’80 Microsoft era un’azienda in forte ascesa grazie all’ambiziosa personalità del suo fondatore Bill Gates e trovò in Steve Jobs un partner ideale. Word debuttò con i Macintosh nel 1984 sposando la nuova concezione di GUI a icone e la novità del mouse, innovazioni in cui la casa di Cupertino fu pioniera.

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Pec obbligatoria dal 1 ottobre 2020, cosa bisogna sapere

Dal 1 ottobre 2020 è scattato l’obbligo per le aziende di possedere e dichiarare il proprio domicilio digitale. Il DL Semplificazioni del 16 luglio 2020 nel suo art. 37 è molto chiaro: «tutte le imprese, già costituite in forma societaria, comunichino al registro delle imprese il proprio domicilio digitale, se non hanno già provveduto a tale adempimento» (qui il testo completo del DL 76/2020). Di cosa si tratta nello specifico? Di qualcosa che, in teoria, le aziende (e anche i privati) dovrebbero già possedere: la posta elettronica certificata (o pec).

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Credito d’imposta 2020, cosa cambia

Dopo la Nuova Sabatini, seconda parte della piccola guida delle opportunità che lo Stato riserva alle aziende per agevolare la ripartenza. Vi parliamo della nuova revisione del Decreto Attuativo che si trasforma in credito d’imposta in compensazione per il versamento dei debiti tributari, conguagliato automaticamente attraverso il modulo F24. La novità, tra le altre, è l’inserimento di attività che altrimenti sarebbero rimaste escluse dall’incentivo, come ad esempio tutte le attività di Ricerca e Sviluppo che aumentino sostenibilità ed economia circolare.

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Nuova Sabatini, dallo Stato un’opportunità per le aziende

Secondo i dati di ImmobilNews e Sensowors, il mercato italiano dell’intelligenza artificiale è cresciuto del 20% nel 2020, e si stima possa raggiungere i 400 milioni di euro nel 2021. Il trend è chiaro: chi può sta svecchiando il proprio parco infrastrutture e automatizzando gran parte dei processi ripetitivi eseguiti da mano umana. Lavorando principalmente sull’analisi predittiva e sull’analisi di grosse quantità di dati (i famosi “big data”), il focus è sul rinnovamento delle infrastrutture informatiche e di rete, con un occhio alla performance e un altro, ovviamente, alla cybersicurezza.

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IoT e rete mobile, il futuro è qui

IoT è un acronimo che stiamo iniziando a sentire sempre più spesso. È un modo confidenziale per indicare l’internet of things, ovvero tutti quegli oggetti di uso quotidiano che, se connessi ad internet, acquisiscono una marcia in più. Alcuni di questi sono sempre esistiti e si sono semplicemente evoluti, altri sembrano arrivare direttamente dalle sceneggiature dei film di fantascienza. L’uso dell’IoT sarà sempre più massiccio in futuro per cui conviene iniziare a prendere confidenza con i suoi pro e i suoi contro.

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GDPR, arrivano le sanzioni ed è record per l’Italia

Quando è entrata in vigore la legge europea per il GDPR (di cui abbiamo ampiamente parlato su questo blog), uno dei primi aspetti su cui si è posto l’accento è stato quello delle sanzioni. Nel momento in cui si sono poste le basi per la definizione del nuovo quadro normativo, infatti, si sono anche dovute definire le sanzioni da comminare in caso di mancata ottemperanza alla legge. Su questo, la legge concede ai singoli Stati la libertà di decidere metodologie di controllo e entità delle multe attraverso i propri organi preposti alla vigilanza (tipo il Garante della Privacy italiano, per intenderci), sulla base del proprio ordinamento giuridico. Ne consegue un’ovvia disomogeneità nella gestione della materia all’interno del territorio europeo, ma all’avvicinarsi della fine di un anno particolare come è stato il 2020 è già possibile trarre delle conclusioni.

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Operatori mobili, conoscerli per scegliere bene

Sono molto lontani i tempi del dualismo TIM/Omnitel. Risale alla metà degli anni 90, l’epoca del boom della telefonia mobile, l’alternanza tra questi due storici soggetti che hanno fatto da apripista a un business dai numeri stellari. Era possibile riconoscere a quale operatore appartenesse un’utenza semplicemente tramite il numero di telefono: se il prefisso era 33X era TIM, se 34X Omnitel. Ulteriormente, se il numero era a sei cifre dopo il prefisso 33X si trattava di un TIM con tecnologia TACS, mentre se era a sette cifre funzionava in GSM. Bisognava attendere il 1997 e l’arrivo di Wind per rompere il duopolio e addirittura il 2002 per la portabilità dei numeri tra operatori, evento che segnò una piccola rivoluzione.

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