I cookies, alla scoperta dei "biscotti" nel nostro pc

I cookies e la loro importanza

Il popup che ci chiede se vogliamo abilitare o no i cookies di navigazione all'ingresso di ogni sito è diventato ormai una presenza familiare nella nostra esperienza di navigazione. Quasi sempre ci troviamo a cliccare su accetto senza realmente sapere cosa succede dopo quel clic. In questo articolo ve lo spieghiamo, proseguite nella lettura!

Cosa sono i cookies e perché si chiamano così

Semplificando all'estremo, come è nostra abitudine, possiamo definire i cookies delle "tracce" che lasciamo quando navighiamo in internet. Proprio come i biscotti (cookies significa appunto biscotto, quelli tipici anglosassoni con le gocce di cioccolato) lasciano le briciole, ogni navigazione effettuata tramite browser lascia dietro di sé delle "impronte" che possono servire per vari scopi. Il sistema dei web cookies è antico quanto il primo browser: risale al 1994 il loro debutto, correlato a Netscape. Ad ogni visita, la homepage di Netscape Navigator (che fungeva da portale aggregatore di news e servizi) tracciava gli accessi per identificare quanti utenti si fossero già collegati e quanti invece fossero lì per la prima volta. Oggi diremmo utenti unici e traffico organico. Già l'anno successivo, nel 1995, i cookies compaiono in Internet Explorer 2. L'anno dopo ancora, nel 1996, un articolo del Financial Times "svela" il meccanismo al grande pubblico, sostanzialmente confermando che la privacy su internet iniziava già ad allora ad essere un concetto relativo. Il nome peculiare fu loro dato partendo da una tecnica di identificazione usata negli anni '80 in ambiente UNIX. I magic cookie venivano usati nello scambio di informazioni tra client e server per autorizzare o meno l'accesso. La procedura generava nella macchina client un codice univoco che la macchina server riceveva, elaborava e restituiva con la risposta. L'informazione veniva poi accantonata e non utilizzata per altro scopo. Dato il funzionamento analogo, il nome fu mantenuto.

Come funzionano

Allo stato attuale, ovvero nel protocollo HTTP (il linguaggio attraverso il quale opera il World Wide Web), lo scambio dei cookies avviene tra i client (i pc degli utenti) e i server (i siti visitati). Si trovano salvati all'interno del browser, ovvero l'interfaccia usata per la navigazione. Servono per una vasta gamma di scopi: possono conservare informazioni utili all'identificazione, alle preferenze di visualizzazione e grafica, all'impostazione di lingua e valuta. Ad esempio, se voi visitate per la prima volta Amazon, vi verrà chiesto se volete visualizzare la parte .it, in italiano, con valuta espressa in euro e con visualizzazione preferenziale dei prodotti in offerta speciale. I cookies scambiati tra Amazon e il vostro pc faranno sì che tutte le successive visite inizieranno con queste impostazioni di base già presenti. Oppure, se mettete degli oggetti in un carrello ma non finalizzate l'acquisto, i cookie del sito faranno in modo che alla vostra successiva visita il carrello sia ancora lì con i prodotti all'interno pronto per la transazione. Queste briciole servono esattamente a questo: ricordare e farvi ricordare. Data la loro particolarità sono stati attenzionati dalle corti di giustizia di tutta Europa e non solo. La popup che vediamo appena apriamo un sito è frutto di una legge del 2011 che obbliga qualsiasi sito a esporre un'informativa relativa ai cookies e a dare la possibilità all'utente di acconsentire alla loro memorizzazione o meno. Peccato però che alcuni siti impediscano di andare oltre con la visualizzazione senza questo consenso. La correlazione tra cookies e privacy è molto stretta e molto dibattuta: in tanti ritengono che il tracciamento generi un eccessivo controllo sulle nostre abitudini online. Altri invece sostengono che senza i cookies non potremmo avere l'internet iper personalizzato  che abbiamo oggi, dove riusciamo a trovare la risposta a ogni domanda e ogni desiderio. Un nuovo scenario si è aperto quando sono arrivati i cookies cosiddetti "di terze parti". Ritroviamo questa situazione all'interno di un sito che ospita altri riferimenti che a loro volta raccolgono dati e preferenze dell'utente. L'esempio tipico è il tasto "condividi" per riportare subito il contenuto all'interno dei social senza fare copia/incolla del link. Quel tasto genererà un cookie che non appartiene al sito che stiamo visitando, ma al social su cui stiamo condividendo. In una situazione simile mantenere il controllo è quasi impossibile. Certo, la navigazione è fluida, personalizzata e divertente: ma a che prezzo?

cookies monster

I diversi tipi di cookies

Le tipologie di cookies che generiamo durante la navigazione online sono varie e variegate. Per mettere un po' di ordine, si possono classificare in base al loro ciclo di vita, alla provenienza o alla finalità d'uso. Considerando il ciclo di vita, possiamo distinguerli in:

  • di sessione si tratta di tracce che non vengono memorizzate dal browser alla sua chiusura e che quindi si ricreano ogni volta che si visita un determinato sito.
  • persistenti sono invece cookie che si presentano con una data di scadenza (più o meno lunga) e che quindi rimangono nel browser anche dopo chiuso fino alla data programmata come fine vita. I cookies pubblicitari sono tipicamente di tipo persistente, dal momento che permettono di visualizzare inserzioni ritenute pertinenti in base alla cronologia di navigazione anche a distanza di ore o giorni.

Considerando la provenienza, si dividono in:

  • di prima parte quando appartengono al sito che in quel momento stiamo visualizzando.
  • di terza parte quando fanno riferimento a domini diversi da quello visitato. Bloccare questo tipo di cookie (dalle impostazioni del browser) può essere utile per limitare le visualizzazioni di pubblicità. Impedendo la raccolta di cookies di terze parti si fa in modo che i siti che fanno uso di queste tracce per produrre e vendere inserzioni non riescano a targettizzare l'utente e quindi a incanalarlo verso specifici tipi di comunicazione. L'altra faccia della medaglia è che il blocco dei cookies di terze parti può impedire la visualizzazione di alcuni siti che basano il loro sostentamento proprio sulla vendita di questi ultimi.

Se prendiamo in esame la finalità d'uso si aprono numerose casistiche:

  • tecnici sono quelli necessari al funzionamento dei siti, ad esempio quelli che "tengono" l'accesso a un sito e fanno in modo che non si debba rifare il login ogni volta che si ricarica la pagina.
  • statistici sono in genere ad uso interno del gestore del sito, per stilare una classifica delle sezioni che gli utenti visitano di più (o di meno). Servono a produrre contenuti che generino sempre più interesse o per piazzare pubblicità in pagine "strategiche", per questo sono sottoposti al regime dell'espressione del consenso.
  • funzionali sono quelli che memorizzano le personalizzazioni dell'utente (l'esempio di Amazon che facevamo prima)
  • pubblicitari (di profilazione) sono i classici cookies utili a tracciare un profilo dell'utente al fine di proporgli della pubblicità mirata e, si spera, di suo interesse. Possono essere di prima o, più spesso, di terza parte.
  • social network sono i cookies di terza parte che specificamente si riferiscono al mondo social. Sono ad uso dei gestori dei social per intuire che tipi di siti gli utenti visitano e quindi ottimizzare il flusso delle notizie (e delle pubblicità) nel loro feed.

Come (e perché) cancellare i cookies

Cancellare i cookies di navigazione è una prassi che viene consigliata anche per efficientare le prestazioni del browser. Se il pc è datato e la navigazione risulta lenta, non sempre è colpa della banda o della connessione! Può essere che i cookies abbiano intasato il browser e ne compromettano la velocità di caricamento del sito. Per cancellarli si possono seguire le istruzioni all'interno delle impostazioni dei vari browser (le trovate qui) oppure si possono utilizzare dei programmi specifici come Ccleaner. Cancellare i cookies permette anche di eliminare tutte le tracce lasciate durante le varie navigazioni effettuate. Attenzione però! Questa operazione cancella anche le password memorizzate, per cui se non le ricordate potrebbe essere una buona idea segnarle.

Pubblicato il:
1/9/2021
9/11/2022

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