GDPR e software antimalware: cosa insegna il caso Avira

Tempo di lettura

GDPR e antivirus, necessario che siano in accordo

Negli scorsi articoli del blog (se non li avete ancora letti li potete recuperare qui e qui) vi abbiamo diffusamente parlato dell'antivirus come primo ed essenziale strumento di difesa da malware, spyware e tutte le minacce che quotidianamente viaggiano in Rete e nuocciono gravemente al nostro business. Uno dei dilemmi più sentiti, però, riguarda la privacy. Come abbiamo già detto quando vi abbiamo parlato della DLP,  le pratiche tese a minimizzare il rischio che i dati aziendali possano essere smarriti o rubati potrebbero entrare in conflitto con il diritto alla privacy del lavoratore. Ecco che si rende assolutamente necessario che GDPR, antivirus e sistemi di DLP siano in stretto accordo, per non esporre l'azienda a contestazioni che potrebbero essere molto onerose.

Avira VS GDPR

Di rapporto tra antivirus e GDPR si è parlato nell'estate 2020 con il "caso Avira". Avira è un antivirus tedesco da sempre al top della classifica per quanto riguarda i software per la sicurezza gratuiti. Leggero, poco invasivo e performante anche sui dispositivi più datati, promette protezione anche senza la versione a pagamento (che esiste ed è dotata di tool più completi anche per uso business). Come quasi tutti i programmi antimalware ha anche la versione mobile con app da scaricare ed è proprio questa ad essere finita sotto accusa. Tutte le applicazioni per smartphone al momento del download espongono il funzionamento nel dettaglio e soprattutto i permessi che sono necessari all'app stessa per funzionare. Cosa sono i permessi? In pratica, le porte che è necessario che restino aperte per permettere all'app di funzionare correttamente. Come ogni porta che rimane aperta, però, alla funzione precipua si affianca un rischio. È buona regola controllare sempre la lista dei permessi ogni qualvolta scarichiamo una qualsiasi app sui nostri dispositivi. A fronte di una gratuità sull'applicazione potremmo finire per concedere ai suoi sviluppatori più di quanto vorremmo in termini di accessi e privacy. L'app gratuita di Avira presenta esattamente questo "problema": per poter funzionare richiede 42 permessi e installa 15 tracker di terze parti. Questi ultimi servono a profilare l'utente, tenere traccia delle cronologie delle navigazioni per dedurne gusti, abitudini e luoghi frequentati allo scopo di offrire pubblicità mirate. Avira condivide i dati raccolti da questi tracker con Facebook, Google e con delle agenzie pubblicitarie. Inoltre, richiede l'accesso anche a microfono, videocamere, localizzazione GPS, rubrica, registro chiamate e scheda SD. Probabilmente un po' troppo per un'applicazione che dovrebbe difendere dalle intrusioni esterne e invece finisce per voler conoscere troppe cose dell'apparecchio che dovrebbe proteggere.

GDPR

È sicuramente possibile andare a disabilitare questi permessi "eccessivi", ma non c'è alcuna garanzia che l'app non continui comunque il suo tracciamento e che soprattutto la protezione antivirus resti efficace. Il confine tra quanto serve al funzionamento e quanto invece a garantire un profitto nonostante la gratuità è molto sottile. Il dubbio, che Avira non ha mai chiarito, è quanto tutta questa attività sia effettivamente rispettosa del GDPR che, lo ricordiamo, è un regolamento europeo.

Attenzione agli antivirus gratuiti!

Avira non è il solo antivirus free che è caduto nella trappola del GDPR: in precedenza anche su Avast erano stati sollevati dei dubbi. Questo avrebbe dovuto far raggiungere una nuova consapevolezza ai produttori, se non altro che gli utenti sono più attenti e richiedono risposte più chiare. Il timore che questi siano solo due dei tanti casi c'è ed è sempre più concreto. Sotto la lente sono ancora gli antivirus gratuiti: sarebbero troppo invasivi e non proteggerebbero in realtà così tanto bene. Basti pensare che si aggiornano in media dalle 7 alle 10 volte in meno di un programma analogo a pagamento e non offrono alcun tipo di protezione proattiva. Nonostante il loro utilizzo sia sconsigliato in ambito business, continuiamo a vederne ancora troppi su pc e smartphone aziendali. L'antivirus deve proteggere la macchina, certamente, ma non deve ledere la privacy di chi la sta utilizzando. Questo è vero anche in caso si attuino delle policies di DLP centralizzate a livello aziendale. I software più avanzati garantiscono un alto livello di prevenzione da fughe e furti di dati, senza per questo regalare al datore di lavoro un tracciamento minuzioso dell'attività del dipendente. Avere sempre presente quali sono i confini che il GDPR impone di non dover superare è fondamentale perché abbiamo già visto come l'Italia sia ai primi posti in Europa per le sanzioni da violazione e i controlli continuano e sono sempre più accurati .Contattateci per un'analisi gratuita dei sistemi di protezione di cui la vostra azienda è dotata. Vi sapremo indicare come proteggere al meglio i vostri dati senza compromettere la privacy vostra e dei vostri collaboratori.

Pubblicato il:
16/2/2021
12/6/2024

potrebbe interessarti anche

Web security: 5 motivi per cui è essenziale contro i ransomware

Il ransomware è stato fonte di gravi problemi per molte organizzazioni negli ultimi anni. Ecco 5 motivi per cui prendersi cura della sicurezza web è molto importante per evitare il ransomware.

Leggi tutto l'articolo
Cybersicurezza

Il futuro delle password è nessuna password

Ricordarsi tutte le password che servono per la nostra vita online diventa sempre più difficile. Il futuro è nei nuovi metodi di autenticazione utente.

Leggi tutto l'articolo
Cybersicurezza
Informatica

Kaspersky: tanto (troppo) rumore per nulla (?)

La guerra Russia - Ucraina si sta trascinando dietro delle questioni legate alla cybersicurezza. A finirci dentro è l'antivirus Kaspersky. Cosa sta succedendo?

Leggi tutto l'articolo
Cybersicurezza

iscriviti alla nostra newsletter

lavora con noi

Uniontel è sempre alla ricerca di talenti.
Se vuoi provare a fare parte della nostra squadra, mandaci la tua candidatura!
Offriamo contratto a norma di CCNL, benefit e welfare aziendale.
La nostra ricerca è sempre aperta in campo tecnico e commerciale

Inviaci il tuo curriculum e parlaci di te!

*dimensione massima allegato 5MB
Thank you! Your submission has been received!
Oops! Something went wrong while submitting the form.

Contattaci

Thank you! Your submission has been received!
Oops! Something went wrong while submitting the form.