Roaming: usare il telefono all'estero, come funziona?

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Roaming dati e voce, usare il telefono all'estero "like at home"

Agli albori della tecnologia mobile cellulare, una delle principali limitazioni all'uso del servizio era che questo dovesse essere fruito esclusivamente all'interno dei confini nazionali. In alcuni casi, come per la tecnologia TACS, il limite era intrinseco dell'infrastruttura: ogni paese aveva la sua, diversa dalle altre. Un telefonino che funzionava in Italia semplicemente non poteva agganciarsi alla rete francese, ad esempio. Con l'avvento del GSM invece la rete si standardizzò al punto che le comunicazioni in paesi diversi diventarono possibili. Nasceva il roaming.

Cos'è il roaming? Significato e uso del termine

Il termine "roaming" deriva dal verbo inglese "to roam" che vuol dire letteralmente vagare, andare in giro. In senso stretto, sta ad indicare tutte quelle procedure tecniche messe in atto ogni qualvolta un dispositivo cellulare si trovi a dover operare (in chiamata o in ricezione) all'interno di una rete che non sia quella del proprio operatore di riferimento. Per estensione, ha finito con l'indicare l'uso del cellulare all'estero, anche se non sono infrequenti i casi di roaming nazionale, come vedremo.

Il roaming internazionale

L'uso più comune che si fa del roaming è quando ci si reca all'estero e si vuole continuare ad utilizzare la propria sim italiana. In questo caso, chiaramente, non dobbiamo aspettarci di poter agganciare la stessa rete che usiamo normalmente, con lo stesso operatore: fatta eccezione per Vodafone (inglese) e Iliad (francese), infatti, gli altri operatori che in questo momento lavorano in Italia sono esclusivamente italiani. Abbiamo visto che tecnicamente non ci sono più limitazioni: le reti mobili sono ormai le stesse in praticamente tutto il mondo e gli apparati possono agganciarsi ovunque senza particolari configurazioni o impostazioni. Il limite, se così vogliamo chiamarlo, sussiste ancora dal punto di vista economico o per meglio dire tariffario. Prima del 2017, quando ci trovavamo all'estero (a prescindere dall'operatore italiano di cui eravamo clienti), per usare il telefono mobile ci agganciavamo a un'altra rete, di un altro operatore.

Con questo secondo soggetto, il nostro operatore di partenza aveva (o non aveva) stipulato degli accordi economici, per permettere il traffico. Questo consentiva tariffe vantaggiose in caso di accordi o molto alte in caso di non accordi. In ogni caso, qualsiasi promozione noi avessimo sulla nostra sim all'estero non valeva più, si pagava sempre e comunque. In alcuni casi, si pagavano anche le chiamate in entrata, tariffate in base alla distanza dal confine italiano: più ci si trovava lontano e più si pagava. Nel 2017 avviene la prima grande rivoluzione del roaming: viene introdotto il cosiddetto "roaming like at home", ovvero un accordo tra paesi europei che permette l'eliminazione di qualsiasi tipo di tariffa aggiuntiva e, di fatto, consente di usare il proprio telefono esattamente come se ci si trovasse a casa. L'accordo sarebbe scaduto il 30 giugno 2022, ma è stato prorogato fino al 2032 e nell'occasione della proroga sono stati anche inclusi alcuni nuovi stati. Attenzione al Regno Unito: per effetto della Brexit, questo territorio sarebbe escluso dall'accordo, ma gli operatori stanno per il momento comunque permettendo il roaming like at home.

roaming-EU

I paesi attualmente inclusi nell'accordo roaming like at home sono  Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Grecia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi-Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria e Paesi dello Spazio Economico Europeo (Islanda, Lichtenstein e Norvegia).

Le zone

Al di fuori dell'Unione Europea si applicano ancora le logiche pre 2017, il che vuol dire che chiamate e connessioni dati hanno dei costi diversi rispetto al proprio pacchetto scelto. Per facilitare la comprensione, gli operatori scelgono di dividere il mondo in zone, numerandole in base ai costi. L'Europa (inclusi Regno Unito, Svizzera e Principato di Monaco) insieme a Stati Uniti e Canada è generalmente la zona 1.Dalla zona 2 in poi la tariffazione è a pagamento e sta all'utente informarsi sempre prima di partire riguardo alla zona in cui il paese di destinazione è stato collocato. Non farlo potrebbe comportare delle amare sorprese: consultate il listino roaming internazionale di Vianova (a questo link) per accorgervi che i prezzi possono arrivare anche 20 mila euro per ogni giga di navigazione. Il fatto che il vostro telefono funzioni in un determinato paese implica che sono stati presi degli accordi tra il vostro gestore e quello della destinazione.

Questi accordi però possono anche essere solo tecnici e non commerciali, motivo per cui ogni paese ha un prezzo differente. Al di fuori della zona 1 non esiste alcuna regola o standard. L'invito che vi facciamo è sempre quello: se prevedete di viaggiare e di spostarvi anche tra diversi paesi durante il vostro viaggio, informatevi con il vostro operatore. Potrebbe essere necessario stipulare tariffe e pacchetti a pagamento aggiuntivi per non incorrere in brutte sorprese. Diversamente, è possibile disabilitare il roaming dalle impostazioni del telefono o chiamando il servizio clienti del vostro gestore. Se siete clienti Vianova, saprete già che il 145 vi risponde in tre squilli e vi assiste in questa semplice operazione. È prevista inoltre un'accortezza in più: se vi trovate all'estero e state generando della fatturazione eccessiva, un operatore vi contatta per avvertirvi in caso non ne siate consapevoli.

Il roaming nazionale

Come abbiamo detto, il termine roaming nel linguaggio comune ormai definisce quasi solo l'uso del telefono mobile all'estero. Ci sono stati dei casi (alcuni anche piuttosto famosi) in cui però il roaming si verificava anche nel territorio nazionale, in questo caso senza costi. Vi ricordate quando vi abbiamo parlato delle compagnie telefoniche? Ne abbiamo nominate parecchie che, ben prima dell'avvento degli MVNO (nello stesso articolo vi spieghiamo il significato di questa parola) per funzionare "si appoggiavano" alla rete di qualcun altro. Questo "appoggiarsi" altro non era che un roaming, che però avveniva sempre in Italia. Per alcune compagnie, come Tre ai suoi inizi, il roaming ha rappresentato una fortuna: il fatto che potesse funzionare praticamente ovunque senza bisogno di avere ancora una piena infrastruttura propria (si appoggiava a TIM) consentiva di iniziare subito a monetizzare fin dalle prime sim vendute.

Lo sviluppo della rete poteva essere differito in un secondo momento, senza però precludersi dall'erogare i servizi. Il concetto di roaming nazionale alla maniera dei primi anni 2000 sta lentamente scomparendo in funzione dell'esistenza degli operatori MVNO. Allo stato attuale è possibile per un gestore operare sulla rete mobile nazionale anche senza possedere un'infrastruttura di rete, semplicemente stringendo degli accordi per usare quella degli altri. Accordi che possono cambiare, per cui la rete di appoggio può anche non essere sempre la stessa. In questo caso non si parla di roaming perché un cliente di un MVNO non si trova mai nella condizione di "saltare" dalla propria rete a quella di qualcun altro quando con la sua non c'è connessione: in pratica la rete è sempre quella di qualcun altro. Speriamo che la nostra miniguida al roaming vi sia stata utile! Se state partendo per le vacanze, informatevi sul paese che visiterete, per capire quanto vi potrebbe costare usare il telefono. Se siete clienti Vianova, potete attivare in totale autonomia dal vostro Sim Manager le opzioni per sfruttare dei pacchetti di giga, minuti e sms anche nei paesi fuori dalla zona 1. Potete consultare le opzioni a questa pagina. Se non siete ancora clienti Vianova mobile, che aspettate a diventarlo? C'è tutto un mondo di vantaggi e servizi che vi aspettano! Contattateci per scoprirli!

Pubblicato il:
2/8/2022
21/6/2024

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